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Giuseppe Tandoi, pugliese di nascita ma aquilano di adozione debutta alla regia con una favola moderna ambientata in una tendopoli del post-terremoto. Il film, spiega Tandoi, "non è nè di destra nè di sinistra. Non punto il dito su nessuno, ma lo chiudo con l'invito a ricostruire la città. L'Aquila è distrutta, non riparte. E' ancora una città invisibile, si è riaperto qualche negozio, sgombrata qualche strada, ma manca un progetto di ricostruzione". Il film sarà nel capoluogo abruzzese per la festa della Perdonanza il 27 agosto. Leggi l'articolo