il caso

Doppia beffa: multa mai presa ma pagata per due volte

PESCARA. È una storia paradossale, che per stargli dietro e tentare di risolverla bisogna non pensarci e far finta che sia tutto normale. Come sta facendo, da quasi quattro anni, il cittadino che...

PESCARA. È una storia paradossale, che per stargli dietro e tentare di risolverla bisogna non pensarci e far finta che sia tutto normale. Come sta facendo, da quasi quattro anni, il cittadino che dopo aver pagato una multa che non era la sua, su una macchina che non era la sua, parcheggiata in divieto in un posto della Sardegna dove lui non era mai stato, si è sentito comunque richiedere da Equitalia il pagamento di quella multa (già pagata) con l’alternativa di rottamare gli interessi di mora accumulati in questi quattro anni.

Una vicenda surreale che ieri mattina, tra le centinaia di persone che si sono avvicendate nella sala d’attesa di Equitalia, ha portato anche il malcapitato a mettersi in fila. Un disagio nel disagio, considerando che a mezzogiorno e mezzo Paolo Primavera (questo il nome del cittadino) con il numero A-265 aveva davanti a sè ancora 195 utenti per poter vedere chiarita la sua vicenda, perché il tabellone luminoso era fermo alla prenotazione A-70. Un tempo di attesa enorme che alla fine l’ha fatto rinunciare, forte della ricevuta di quella multa che si portava dietro insieme a tutto il carteggio di questi quasi 4 anni. Una storia che, come racconta lui stesso, inizia il 18 agosto del 2013 quando la polizia munucipale di Arzachena, in provincia di Sassarim gli notifica la multa per divieto di sosta da 28,70 euro. «nel verbale si parlava di una Punto verde parcheggiata in divieto di sosta. Ma io non ho mai avuto una Punto verde e non sapevo allora neanche dove si trovasse Arzachena. Dopo ripetute telefonate, con i responsabili di allora dell’ufficio che nel frattempo sono andati anche in pensione, ho preferito comunque pagare la multa, lievitata a 55 euro». Quindi, tranquillo di avere comunque le spalle coperte, il cittadino ha ripreso a battersi per dimostrare che non spettava a lui pagare. Ma ecco che il 14 gennaio di quest’anno gli tocca pure la beffa: la multa risultava non pagata e Equitalia gliene chiedeva conto. «A quel punto , con tutta la documentazione, e soprattutto con la ricevuta di pagamento, a febbraio ho fatto la domanda

per la sospensione legale della riscossione. Mi hanno detto ripassa tra un mese. Sono ripassato e mi hanno detto di ripassare ancora. E oggi sono qui, più che altro per accertarmi che la multa non risulti tra le cartelle inevase».

(s.d.l.)

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