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Proteggere i lupi, in 2.832 contro il piano del ministero

Aumentano le adesioni alla petizione del "Centro". De Collibus (Archeoclub): fondamentale è la questione dei cani inselvatichiti ma la politica lascia i problemi irrisolti, per arrivare poi a interventi d’emergenza

PESCARA. Il “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia” tornerà il 23 febbraio in Conferenza Stato-Regioni, dopo la ritirata strategica del primo del mese. Nel frattempo gli enti locali e il ministero dell’Ambiente valuteranno se stralciare o meno la possibilità di deroga al divieto di uccisione del predatore (in casi eccezionali e in misura massima dal 5% della stima minima della popolazione totale), al centro di una vasta protesta da parte di associazioni, partiti, semplici cittadini. La specie è protetta dal 1971, anno in cui il baratro dell’estinzione è stato a un passo: erano rimasti appena un centinaio di lupi fra le Alpi e gli Appennini. In Abruzzo gli esemplari presenti sono circa 250. Venerdì è stato trovato un esemplare ucciso, Lupo Claudio, monitorato con un radiocollare dal Parco del Gran Sasso Laga.

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Intanto la petizione lanciata dal Centro contro gli abbattimenti ha raggiunto ieri sera quota 1.500 adesioni in appena due giorni. Tra le ultime arrivate quello del presidente dell’Archeoclub di Pescara Giulio De Collibus. «Devo purtroppo rilevare che in Italia i problemi vengono sempre lasciati irrisolti sino ad arrivare agli interventi di emergenza», scrive De Collibus. «Dario Febbo, direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, nell'intervista rilasciata al Centro alcuni giorni or sono ha evidenziato un problema che considero centrale e che mi ero posto oltre un decennio fa nel corso della mia passata esperienza di presidente del Parco Regionale Sirente-Velino: quello, cioè, dei branchi di cani inselvatichiti, diventati anche potenziali pericoli per l'uomo. Organizzai anche un convegno scientifico sull'argomento ed il giorno dopo un consigliere regionale “ambientalista” dell'epoca mi lanciò la ridicola accusa di voler disporre stragi di cani. A differenza del lupo», spiega De Collibus, «il cane inselvatichito (risultato del barbaro abbandono del quale anche certi allevatori senza scrupoli sono responsabili) non ha paura dell'uomo e, oltre ad aggredire gli animali di allevamento e la fauna protetta, crea l'altro grave problema dell'ibridismo. Ma la politica questo problema non l'ha mai voluto affrontare né a monte né a valle».

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Numerosi sono i messaggi allegati alla firma della nostra petizione. Paolo D’Onofrio firma «perché è da matti abbattere una specie protetta in una regione famosa per la sua fauna». Antonello Buccella: «Il lupo va difeso perché non fa del male a nessuno...». Federica Alessandrini: «Non credo che l'abbattimento di una specie che con molte difficoltà ha superato il rischio di estinzione, possa risolvere i problemi ad essa legati. Sono stati messi appunto delle nuove tecniche per tutelare gli allevatori (cani da guardia), e comunque sono convinta che non è tanto il lupo a dare problemi all'uomo ma piuttosto viceversa ». Adriana Di Tillio: «Penso che ogni animale abbia diritto alla vita tanto quanto noi uomini». Gregory Salbucci: «C'è poco da commentare. Il lupo va salvato punto e basta». Luciano Primavera: «Sono contrario all'abbattimento di una specie predatrice in cima alla catena alimentare e fondamentale al controllo della fauna selvatica». Giovanni Pelini: «Voglio che i lupi vivano e non si estinguano». Gianpaolo De Iuliis: «Per rispetto a chi mi ha cresciuto e dato dei valori». Andrea Rosario Natale: «Basta con le favole del lupo cattivo. Conoscere per capire, capire per rispettare». Tiziana Musolino: «Salviamo questo splendido animale che va preservato altrimenti si legalizzeranno gli abbattimenti che, legge o non, già i bracconieri operano con tanta ferocia...Salviamoli per il Lupo Claudio e per tutte le povere anime innocenti che pagano il prezzo della follia degli umani».

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