caramanico terme

La Regione: 1,3 milioni di euro per la frana di cinque anni fa

CARAMANICO TERME. Rientrata l'emergenza neve, e avviate le procedure di messa in sicurezza nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, l'amministrazione si prepara ad avviare la stagione...

CARAMANICO TERME. Rientrata l'emergenza neve, e avviate le procedure di messa in sicurezza nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, l'amministrazione si prepara ad avviare la stagione della “prevenzione”. Il paese, una delle più rinomate località abruzzesi per la ricchezza delle sue acque e del patrimonio naturale, è stato anche reso tristemente celebre da eventi critici in ambito idrogeologico.

Una delle più grandi frane d'Italia, quella del 1989 tra Caramanico e Sant'Eufemia, determinò l'interruzione dei collegamenti tra i due centri montani, un enorme masso da 150 tonnellate invece si abbattè, da monte La Civita, sulla sede stradale della statale 487, nel novembre 2012, per fortuna senza causare danni a cose o a persone. Un primo intervento di 400mila euro, con fondi della Regione, è stato già disposto per procedere nella realizzazione di interventi urgenti, che saranno a breve appaltati in località Pisciarello, proprio sotto la Chiesa madre, minacciata dall'incalzare di un esteso fronte di frana sul versante della Valle dell'Orta. «Per sanare questa immensa ferita, ieri il governatore Luciano D'Alfonso» spiega il sindaco, Simone Angelucci, «ci ha dato notizia della disponibilità di un altro milione e 300 mila euro per impedire che il mostro inghiotta parte del centro abitato. Il governatore è molto sensibile sul tema del dissesto idrogeologico» commenta il sindaco «ed ha messo in atto un sistema puntuale di verifica e pianificazione dei lavori dando priorità negli interventi. Confidiamo nel fatto che potrà portare davvero i nostri territori a una soluzione definitiva. Dalla giunta regionale e dagli altri uffici» va avanti il sindaco «abbiamo avuto rassicurazioni non solo in merito aello stanziamento di questo fondamentale contributo, ma anche nell'impegno del governo, che ha messo a disposizione le risorse necessarie per completare un lungo lavoro di messa in sicurezza e di prevenzione».

Il finanziamento, infatti, proviene dalle valutazioni condotte da una commissione che cominciò il suo lavoro a Caramanico già con la visita dell'allora capo della protezione civile Gabrielli, nel dicembre 2015. Dopo di allora, l'università di Firenze attribuì

priorità massima alle due situazioni di dissesto del territorio caramanichese, la Valle dell'Orta e la Civita.

«Prossimo, e altrettanto urgente obiettivo» chiosa Angelucci «è la prevenzione del dissesto idrogeologico nel centro abitato».

Walter Teti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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