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I beni confiscati in Abruzzo tra camorra e banda della Magliana

Da un progetto di "Spaghetti Open Data" nasce il portale confiscatibene.it per monitorare aziende, immobili e altre proprietà sottratte

alla criminalità. In questa inchiesta, di Dataninja.it in collaborazione con i quotidiani del Gruppo Espresso, la situazione aggiornata nella nostra regione, che registra un incremento delle attività mafiose dopo il sisma: naviga la mappa interattiva

Nella notte del 6 aprile 2009 la terra tremò e per l’Aquila e i suoi abitanti nulla fu più come prima. Nemmeno quella certezza di essere una regione al riparo dalle mire della criminalità organizzata. Le inchieste sul traffico di droga e il racket delle estorsioni non erano mancate tra gli anni Novanta e Duemila, ma i tentativi di infiltrazione mafiosa negli appalti per la ricostruzione, soprattutto da parte dei Casalesi, non hanno eguali nella storia recente della regione. La risposta di forze dell’ordine e della magistratura si è tradotta non solo in arresti, ma anche in sequestri e confische: 332 i beni confiscati nel biennio 2011-2012, più del triplo rispetto al 2009-2010 (94).

La cifra è fornita dal Sippi il sistema che gestisce la banca dati di tutti i beni sequestrati e confiscati anche in via non definitiva, compresi veicoli e conti correnti. “Prima del terremoto, a L’Aquila la mafia non c’era”: ha dichiarato il presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi nel corso di una visita il 15 luglio 2014 .

Prima di quella data spartiacque la criminalità organizzata aveva agito sottotraccia, investendo in case e terreni i proventi illeciti delle attività gestite altrove (non risultano ad esempio in Abruzzo casi di amministrazioni pubbliche sciolte per infiltrazioni). La Direzione investigativa antimafia ritiene che ci sia un collegamento tra alcuni imprenditori coinvolti nello scandalo ricostruzione e Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo negli anni Settanta, condannato per mafia e ritenuto tra i protagonisti della nota "trattativa”. Sull’Abruzzo aveva messo gli occhi anche la Banda della Magliana, famosa organizzazione attiva soprattutto negli anni Settanta e Ottanta a Roma e nel Lazio.

L'analisi dei dati

La presenza criminale viene da lontano. E ha lasciato all’Abruzzo un patrimonio immobiliare da milioni di euro. Nella regione sono presenti 54 beni confiscati, 53 immobili e una sola azienda, con sede a Vasto, in provincia di Chieti. Tra gli immobili 41 sono stati destinati e consegnati, quindi pronti a un riutilizzo, mentre 12 risultano ancora sotto la gestione dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati ( Anbsc ). Quasi la totalità dei beni si concentra nelle province di Teramo (22) e L’Aquila (20), sono invece appena 7 a Pescara e 5 a Chieti, sebbene siano le due province più popolose.

Gli investimenti mafiosi nel mattone

Oltre la metà dei beni confiscati è costituita da abitazioni: sono 28, di cui 6 appartamenti indipendenti (tutti nella provincia di Teramo), 19 in condominio e tre ville. Un bene confiscato su cinque è un terreno, quasi sempre con destinazione agricola. Sono soprattutto i Comuni a occuparsi del recupero e del riutilizzo del bene. In Abruzzo 32 tra case, garage e terreni sono destinate dagli enti locali a iniziative sociali o istituzionali (78%, in linea con una media nazionale dell’80%). Ai Comuni anche le uniche tre ville confiscate nella regione. Una a Tagliacozzo, in provincia de L’Aquila, appartenuta a Enrico Nicoletti, soprannominato il Secco, il cassiere della banda della Magliana . Una a Città Sant’Angelo, nel Pescarese ( sequestrata a una rom ), e una a Campli (Teramo). Altre due abitazioni intestate a Nicoletti sono state assegnate alla Guardia di Finanza; tre immobili sono andati al Corpo forestale dello Stato, tra cui le proprietà a Pescocostanzo sottratte nel 2004 (e poi con sentenza definitiva nel 2006) all boss della camorra Ferdinando Cesarano.

Non solo mafia: un tesoro confiscato ai rom

I Comuni con il maggior numero di beni confiscati sono Canzano, in provincia di Teramo, e Montesilvano, nel Pescarese. A Canzano, 1800 abitanti, i sette terreni con fabbricato rurale, affidati alla Cooperativa Intercoop per realizzare un centro di recupero di alcolisti, sono stati confiscati nel 2007 al gruppo guidato da Attilio Campanella, un rom che grazie all’usura aveva accumulato un patrimonio da cinque milioni di euro. A Montesilvano, invece, lo Stato ha colpito le famiglie Spinelli e Bevilacqua, anch’esse rom . Completano il quadro i tre immobili a testa per i comuni della Marsicana: Tagliacozzo, Scurcola e Pescasseroli, dove avevano investito sia la Banda della Magliana che la camorra napoletana.

L’unica azienda confiscata in Abruzzo si trova a Vasto, in provincia di Chieti. Si tratta della Multi Macca, cooperativa proprietaria di un ristorante, appartenuto ad Alessio Maccarone e Gaetano Milano, coinvolti e condannati in un traffico di sostanze stupefacenti tra l’Abruzzo e la Campania.


La presente inchiesta è stata realizzata dal network di datajournalism Dataninja.it. Del gruppo di lavoro fanno parte Alessio Cimarelli, Gianluca De Martino ed Andrea Nelson Mauro, con il supporto di Andrea Borruso. L'inchiesta è nata nell'ambito del progetto www.confiscatibene.it , progetto partecipativo per l'apertura dei dati sui beni confiscati avviato nel corso del Raduno 2014 di Spaghetti Open Data e oggi sviluppato da un gruppo di lavoro composto da Dataninja.it, Monithon.it e Twinbit.it. Tutti i contenuti pubblicati su www.confiscatibene.it sono rilasciati in Open Data con licenza CC-by 4.0 International, quindi liberamente riutilizzabili per qualsiasi uso. Le fonti dei dati utilizzate sono: Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC), Relazione ANBSC 2012, Relazione del Ministero della Giustizia (4 dicembre 2013), Relazione Roberto Garofoli "Per una moderna politica antimafia" (23 gennaio 2014), Relazione sulle prospettive di riforma dei sistema di gestione dei Beni confiscati (Commissione Antimafia, 10 Aprile 2014), Relazione sul semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea e sulla lotta alla

criminalità mafiosa su base europea ed extraeuropea (Commissione Antimafia, 18 giugno 2014), "Mafie al Nord", relazione dell'Osservatorio sulla criminalità organizzata dell'Università di Milano (luglio 2014). Per segnalazioni è possibile scrivere all'indirizzo info@confiscatibene.it.

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