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Petrolio, il ministro Guidi: “Riprendere le ricerche, basta con i no ambientalisti”

Il titolare dello sviluppo economico all’assemblea di Confindustria: “Dobbiamo farlo per ridurre la bolletta energetica”. Ma il ministro dell’ambiente assicura: “Applicheremo la legge esistente, che è una delle più restrittive d’Europa”

PESCARA. «Riprendere le esplorazioni di idrocarburi è un passaggio a cui non possiamo rinunciare per arrivare ad una bolletta energetica più leggera e sostenibile»: lo ha detto il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, parlando all’assemblea di Confindustria a Roma. Il Ministro ha ricordato che «il nostro Paese vanta il rispetto dei più elevati standard internazionali sulla tutela ambientale. Ma - ha aggiunto - non possiamo neanche permettere che intransingenze ambientaliste o resistenze locali blocchino esigenze nazionali di questa portata». Una dichiarazione che sembra dare il via a un’apertura alle ricerche di petrolio anche davanti alle coste abruzzesi.

Trivellazioni in mare che, assicura il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, non saranno tuttavia un far west. Interpellato a margine di un'audizione alla Camera sulla necessità espressa dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi di riprendere le trivellazioni per abbassare la bolletta energetica, il ministro Galletti ha spiegato: «Applicheremo la legge che già esiste in Italia, una tra le più restrittive in Europa, probabilmente al mondo. Noi la applicheremo come abbiamo sempre fatto con le leggi che ci sono». Una posizione che sembra di scontro con il ministro Guidi ma che Galletti smentisce: « il ministero dell'Ambiente non è contro lo Sviluppo economico, contro l'occupazione, ma è un partner indispensabile per lo sviluppo economico e l'occupazione di questo Paese. La nostra mission principale resta la salvaguardia dell'ambiente e il rispetto di tutte le regole ambientali, e questo faremo».

Intanto le dichiarazioni del ministro Guido arrivano a poche ore dalla pubblicazione dello studio condotto da RIE - Ricerche industriali ed energetiche - a cura di Alberto Clo e Lisa Orlandi realizzato per conto di Assomineraria. Il passaggio cruciale della ricerca è che non esisterebbe «alcuna comprovata correlazione negativa tra attività mineraria e i settori dell’agricoltura, della pesca e del turismo. Nonostante una diffidenza generalizzata verso il settore dell’oil&gas, queste attività possono coesistere con successo in uno stesso territorio«.

E per avvalorare questa ipotesi Clo e Orlandi citano anche l’Abuzzo: «La coesistenza con il settore Oil&Gas che trova conferma anche nella recente assegnazione di ben 39 bandiere blu alle spiagge di Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise, di fronte alle quali operano oltre un centinaio di strutture per la produzione di idrocarburi - spiega lo studio -. Positive esperienze estere e nazionali indicano non solo che può esservi positiva coesistenza tra attività mineraria e quelle legate ad agricoltura, pesca e turismo, ma che sussistono opportunità

di collaborazione, sinora poco valorizzate, che potrebbero generare benefici tangibili per gli interessi locali, quali riduzione dei costi per agricoltura e pesca, sviluppo di attività collaterali ad oggi trascurate, irrobustimento delle strutture produttive».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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