Poesie dal carcere, una detenuta di Teramo
vince il contest letterario sul web / Lo speciale

Stefania Morosini conquista con la poesia "Le trincee degli stupidi" il premio della giuria popolare e la menzione di merito. Domenica alle 16 all'Aurum la cerimonia di chiusura

PESCARA. Dopo quasi un anno di lavoro giunge al termine la prima edizione del Premio nazionale di poesia “Alda Merini, a tutte le donne”, organizzata dall'associazione di volontariato Donna Cultura di Spoltore, la cui presidente, Veruska Caprarese, con profonda tenacia ha ampliato prospettiva e risalto, facendo risuonare il nome di questo neonato premio in tutta Italia. La cerimonia di chiusura si svolgerà domenica prossima, 7 aprile, ma già oggi c'è un vincitore: è Stefania Morosini, detenuta nel carcere di Teramo, ed è la vincitrice del contest letterario collegato ai laboratori di scrittura organizzati negli istituti di pena abruzzesi e allo speciale realizzato sul Centro.it .

La sua poesia "Le trincee degli stupidi" sarà premiata domenica alle ore 16 nella prestigiosa sala Flaiano del complesso Aurum, in largo Gardone Riviera a Pescara. All'evento parteciperanno i finalisti delle tre categorie previste dal bando: la sezione A dedicata alla poesia edita e inedita, la sezione B “In volo per la libertà” riservata ai detenuti delle case circondariali abruzzesi e vinta dalla detenuta nel carcere teramano, infine la sezione C “Aquiloni”, riservata agli studenti delle scuole primarie di Pescara.

Una vera e propria festa che coinvolgerà tutti i protagonisti di un periodo denso di incontri, dibattiti e soprattutto volontariato all'interno dei carceri di Chieti, Teramo e Pescara, da parte di artisti che in tale circostanza vestiranno i panni di giurati: l'attore Walter Nanni, Roberta Marcantonio, il giornalista Rai Nino Germano, Berenice De Laurentiis, Lea Del Greco, Silvia Napoleone e Angela Di Giuseppe, con la partecipazione speciale della direttrice del carcere di Chieti, dottoressa Giuseppina Ruggero e il direttore del quotidiano Il Centro, Mauro Tedeschini. La votazione dei componimenti delle sezioni A e C è stata affidata alla giuria tecnica, mentre quella relativa alla sezione C è stata curata sia dalla giuria tecnica sia con la modalità di votazione popolare del web contest, accolta sulla piattaforma web del sito del Centro e collegato alla pagina Facebook del Premio, che vanta ormai 1274 “seguaci”, con un numero in progressivo aumento.

Le 52 poesie in gara “In volo per la libertà”, la cui votazione è stata chiusa alle ore 16 di oggi, sono il frutto degli incontri nelle carceri di Madonna del Freddo a Chieti (laboratorio a cura di Federica D'Amato e Franca Minnucci), di Castrogno a Teramo (con l'attrice Silvia Napoleone e il poeta Dante Quaglietta) e infine di San Donato a Pescara, carcere fuori concorso nel quale il 27 marzo si è esibito l'attore di origini abruzzesi Walter Nanni. Ciò che colpisce e induce a riflettere in questi scritti è il contrasto fortissimo tra la loro forma – spesso scoordinata, sgrammaticata, priva di quella ricercatezza tipica dei testi poetici e letterari – e il contenuto, così denso di implicazioni emotive, così disperato, assetato di un tempo perduto e irrecuperabile, quello tragico di una cella dove ogni prospettiva viene a mancare. Incontriamo parole come queste: “Come spiegare alla gente quello che mi viene un mente sotto una doccia bollente quando scoprì che l'acqua della natura è una vera creazione pura. Fredda come gli errori letali..” oppure “È Natale, una tristezza enorme per me, l'anima, la mente, i sentimenti che io provo per i miei otto gioielli e i miei due nipoti è indescrivibile. Per me questa non è vita...”, a seguire “Seduto sulla mia branda, guardo il grigiore che mi circonda; eppure in questo grigiore c'è la prevalsa di me colore. Una specie di arancione, perché tutto è color arancione scaduto, rinchiuso in questo mondo sperduto...”. E ancora: “Io disceso, dal colore dei suoi occhi, lì, limpidi e azzurri. L'acqua del mio cuore che lì una saggia galera, dove potrò spendere tutta la mia vita, costruirmi determinato e pulito. Gioia, con un po' di questo dolore, che in amore rafforza i nostri cuori...”. Lezioni semplici, quasi tenere

nella loro ottusità, ma che ricordano a tutti noi, i liberi forse per sbaglio, quel che scriveva Gramsci a Tatiana dal carcere di Turi, che “la rosa è viva e fiorirà certamente, perché il caldo prepara il gelo e sotto la neve palpitano già le prime violette”. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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