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Traffico, i “Velo ok” fanno miracoli

Crollati gli eccessi di velocità e altre infrazioni da quando ci sono le colonnine arancioni lungo le strade principali

MONTESILVANO. Le colonnine "Velo ok" sembrano assolvere perfettamente alla funzione per le quali sono state installate, ovvero indurre gli automobilisti a ridurre la velocità nelle strade più trafficate e a rischio di Montesilvano dei propri mezzi. A dimostrarlo sono i dati diffusi, ieri mattina a palazzo di città, nel corso del convegno "Il progetto NoiSicuri e le nuove metodologie di contrasto degli eccessi di velocità nei centri urbani".

A distanza di un mese dall'installazione dei dissuasori sulle tre direttrici principali della città – via Vestina, corso Umberto e via Aldo Moro – il monitoraggio dei passaggi dei veicoli ha evidenziato una forte diminuzione delle infrazioni, che in alcune strade ha raggiunto addirittura il meno 67,2%. È il caso del lungomare, in particolare del tratto di strada davanti al palacongressi, dove dei 9.976 veicoli transitati il giorno prima prima dell'installazione dei Velo ok, ben il 68,5% aveva percorso la strada superando il limite fissato a 50 km/h. Al contrario, con la presenza delle colonnine arancioni, degli oltre 81.129 veicoli transitati in 5 giorni, solo l'1,3% di questi viaggiava a velocità superiore ai 50 km/h.

Sempre in via Aldo Moro, se nel corso del primo monitoraggio sono stati registrati 43 veicoli transitati in un solo giorno ad una velocità superiore ai 100 km (decisamente pericolosa, considerate le caratteristiche e il traffico di quel tratto di strada), nel corso della seconda analisi – cioè dopo l’installazione dei Velo ok – nessuno ha raggiunto tale velocità nell'arco di 5 giorni. Dati meno clamorosi, ma ugualmente significati sono quelli registrati in corso Umberto dove la velocità media è passata dai 43,90 ai 36,83 km/h e le potenziali sanzioni giornaliere (cioè le multe che sarebbero state fatte se fossero stati fermati tutti gli automobilisti in eccesso di velocità) sono scese da 3.475 a 1.517. Sembrano aver compreso bene il messaggio anche gli automobilisti che transitano in via Vestina, in particolare nelle ore notturne, dove prima dell'installazione dei dissuasori il 92,1% dei passaggi registrati, cioè quasi tutti, superava il limite mentre oggi la percentuale si ferma al 25,6%. Infine, analizzando i dati delle tre strade presi nella loro totalità, emerge che se prima dell'installazione le infrazioni giornaliere registrate sono state 14.926, dopo l'avvio del progetto le condotte scorrette si sono fermate a 3.766.

Soddisfazione per il risultato raggiunto – riassunto dai responsabili del progetto Paolo Goglio e Gianbattista Tiengo anche alla presenza dell'assessore provinciale alla viabilità e ai lavori pubblici Roberto Ruggieri – è stata espressa dal sindaco Attilio Di Mattia. «Il problema della sicurezza stradale va affrontato informando, condividendo e utilizzando strumenti che abbiano origini dissuasive prima che sanzionatorie», ha sottolineato il primo cittadino. Soddisfazione è stata espressa anche dalla comandante della polizia municipale Antonella Marsiglia, che ha ricordato l'impegno profuso nel progetto dall'ex assessore alla viabilità Vittorio Iovin e: «Voglio rivolgere un personale ringraziamento all'avvocato Iovine per aver creduto ciecamente, prima ancora della sottoscritta, a questa iniziativa». Nel corso dell'incontro ampio spazio è stato poi riservato al quadro normativo, analizzato da Fabio Dimita, direttore amministrativo del ministero Infrastrutture e Trasporti, e da Pierluigi Arigliani, avvocato esperto in polizia locale. I relatori hanno spiegato che i velo ok non necessitano di omologazioni o di autorizzazioni e che «è possibile l'installazione in pianta stabile purché sia assicurata un'effettiva funzione di rilievo della velocità, ancorché saltuaria», soprattutto per non creare la convinzione che al loro interno non ci sia mai l'autovelox.

Gli esperti hanno poi confermato che nel caso in cui le colonnine siano munite di autovelox, quando vengono posizionate in un centro abitato è necessario il presidio di una pattuglia nelle vicinanze, ma non c’è l’obbligo della contestazione immediata.

Antonella Luccitti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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