Pasqua in casa? Cucinate in allegria il dolce e il salato

Nel libretto 28 ricette facili di chef e pasticceri con sapori e tempi di una volta. Risparmiando

    Riconquistare il tempo a tavola. Cucinare seguendo il giusto ritmo della cottura. Senza fretta. Senza frenesie. Mangiare - soprattutto gustare - senza l’assillo dell’orologio piatti appena sfornati, caldi, curati, profumati, cucinati con passione. Ritrovare il piacere di sedersi a tavola con la famiglia o, per chi non è così fortunato, di stare comunque al desco con un fratello o un amico con il quale condividere questo momento di pausa e di piacere. A Pasqua si può. Si deve.

    Per questo motivo è necessario prepararsi per tempo al pranzo di Pasqua. È necessario infatti scegliere al più presto i piatti da proporre per il pranzo di domenica 31 marzo, in modo da acquistare in settimana tutti gli ingredienti necessari per un pranzo che sia di qualità e allo stesso tempo non troppo costoso. Un pranzo di festa che sia in linea anche con i tempi di crisi, e che quindi dia spazio alla semplicità e all’austerità. Per questo il Centro - quotidiano d’Abruzzo - sabato prossimo, 23 marzo, una settimana prima della festa, regalerà ai propri lettori un opuscolo contenente 28 ricette di piatti della tradizione pasquale abruzzese. Dolci e salati, primi e secondi, antipasti e biscotti e uova al cioccolato proposti da chef, fornai e pasticceri. Si tratta di “Delizie di Pasqua”, il quinto libro di ricette abruzzesi (dopo un numero dedicato ai vini rossi e cerasuoli) che il Centro dona a chi sabato acquista il giornale. L’opuscolo di cento pagine dedicato alle ricette pasquali rappresenta dunque un viatico alla Settimana Santa, dove ad un certo punto (Venerdì Santo) cessa il consumo della carne, ci si consola con una pausa dedicata al pesce o ai formaggi per tornare, subito dopo, all’agnello e al capretto. Pasqua infatti è anche sinonimo di mattanza di ovini. Per rispettare i lettori vegetariani, o comunque le persone che non tollerano la “strage industriale” legata a questo periodo di festa, “Delizie di Pasqua” propone molte ricette che non prevedono l’uso della carne, come ad esempio il baccalà, l’insalatina di miglio, la pizza al formaggio, i carciofi ripieni o la lasagna ai frutti di mare, piatti tipici della Quaresima.

    «Quaresima e Pasqua formano un percorso di cibi magici che si mangiano per devozione, sono legati ad antichi riti di purificazione e propiziazione secondo la disponibilità alimentare di questo periodo dell’anno», spiega il professor Francesco Maria Giovanni Stoppa, docente ordinario dell’Università G. d’Annunzio di Chieti, direttore del Centro di Antropologia Territoriale ed esperto di saperi tradizionali che ha curato l’introduzione al libro “Delizie di Pasqua”. Il professor Stoppa analizza un’antica tradizione legata alla festa di Pasqua in Abruzzo: quella de “la vecchije”.

    «A metà Quaresima si spezza la prima pupa di biscotto dalla forma a sette gambe, sette lingue e sette piume, a seno nudo e a volte con un canestro di pesci in testa e una conocchia in mano. Un alter ego di questa pupa è “la vecchije”, un pupazzo di stracci neri alto circa 50 centimetri con una gonna di 40 pieghe e al suo interno appesi 7 cibi quaresimali: baccalà, aringa affumicata, noci, mandorle, fichi secchi, arancia e olio. La vecchije si appende al camino o tra due case vicine o volteggia appesa a canne per ricordare la sua natura sovrannaturale e purificante dei campi. La magia dei numeri corrisponde alla durata del periodo quaresimale (40 giorni e 7 settimane) mentre il pesce e la conocchia simbolizzano la dea Madre».

    Con le ricette di “Delizie di Pasqua” è possibile dunque scegliere il percorso di gusto più adatto a organizzare un bel pranzo di Pasqua a casa. A ogni piatto corredato di ricetta c’è un vino o un liquore consigliato per l’abbinamento. A chiudere il libro due sorprese: la ricetta della Palommella, il dolce delle suore di clausura del convento di Tagliacozzo, e una poesia. Una poesia di Pasqua scritta da uno dei più sommi poeti italiani: Giovanni Pascoli. Un libro da non perdere, insomma, che insieme ai quattro già pubblicati compone una preziosa enciclopedia della cucina abruzzese.(l.d.f.)

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    21 marzo 2013

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