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«Ecco come salvare i tigli di viale Nettuno»

FRANCAVILLA. Tecniche innovative di ancoraggio delle radici e manutenzione intelligente sono gli elementi base della proposta alternativa al progetto del Comune, elaborata dai tecnici del Conalpa...

FRANCAVILLA. Tecniche innovative di ancoraggio delle radici e manutenzione intelligente sono gli elementi base della proposta alternativa al progetto del Comune, elaborata dai tecnici del Conalpa (Coordinamento nazionale alberi e paesaggio), per salvare dall’abbattimento i tigli di viale Nettuno. Il progetto è stato illustrato di recente al sindaco Antonio Luciani e all’assessore all’Ambiente, Pina Rosato, dal comitato Salviamo gli alberi (che vede il sostegno degli ambientalisti di Conalpa, Buendia, Italia nostra, Wwf, Legambiente, del comitato Cittadini residenti e dei gruppi politici Sel e Uniti a Sinistra). Per gli esperti di Conalpa, Alberto Colazilli e Kevin Cianfaglione, alla base del problema del dissesto dei marciapiedi di viale Nettuno, ci sono «la cattiva costruzione e l’errato concepimento» dei marciapiedi stessi, che «non lasciano spazio vitale agli alberi». Alle radici dei tigli «non è stato concesso e preventivato debito spazio vitale e di crescita», ed è per questo che «in viale Nettuno, il netto soffocamento degli alberi con asfalto e pavimentazioni, ha portato gli esemplari più grandi a spaccare ogni cosa. Questo tipo di situazione diventa anche un pericolo pubblico per i cittadini, che possono cadere e ferirsi». Criticando quelle amministrazioni e quei tecnici che alimentano «le solite leggende metropolitane degli alberi spacca marciapiedi che vanno debellati e repressi nel peggior modo possibile», gli esperti propongono l’utilizzo di nuove tecniche già in uso all’estero. «La prima cosa da fare è allargare le aiuole. Ci sono rimedi non invasivi per contenere le radici degli alberi a lungo termine. Aziende specializzate utilizzano tecniche innovative di ancoraggio delle radici, con speciali cupole montate a telaio, reti elettrosaldate e solette in calcestruzzo che permettono all’apparato radicale di muoversi senza soffocamento. Tali cupole, munite di una intercapedine d’aria, sono montate su tubi posizionati nel terreno, con carotaggi mirati in profondità, che stabilizzano maggiormente la struttura dell’albero. Il telaio, attraverso fessurazioni, permette all’acqua piovana di penetrare nel terreno e di arrivare alle radici, garantendone la giusta ossigenazione e il giusto compattamento».

In questo modo, si evita il sollevamento delle radici, causa di tanti danni. Le

soluzioni di ultima generazione prevedono coperture in polipropilene rigenerato che non soffocano l’apparato radicale, ma creano un’intercapedine d’aria in cui le radici possono svilupparsi senza spaccare i marciapiedi.

Giuseppina Gherardi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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