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«Le strade sono pericolose Non c’è manutenzione»

Paolo D’Onofrio denuncia: in molti tratti trascurati asfalti e segnaletica E per gli automobilisti occorrerebbe istituire i Parchi della sicurezza

PESCARA. «Tutta la filiera legata agli incidenti stradali (sanità, perizie, assicurazioni, spese processuali, ecc.) incide sul Pil italiano per 30-35 miliardi di euro. Ma sembra che l’argomento interessi poco». Paolo D'Onofrio, referente abruzzese dell'’Associazione familiari e vittime della strada, componente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale, commenta così gli ultimi incidenti che hanno funestato le strade della regione «e che purtroppo sono in crescita», sottolinea. «Per questo dalla politica alle forze dell’ordine, bisogna mettere in campo strategie efficaci a partire dalla manutenzione delle strade».

Per D’Onofrio, che ieri ha partecipato a un motoraduno a Sulmona in cui si è trattato dei temi della sicurezza (in Abruzzo i motociclisti deceduti questa estate sono stati 14) il discorso parte proprio da lì. «Lo stato delle infrastrutture è inadeguato rispetto ai mezzi circolanti. C'è una sproporzione evidente tra le potenzialità delle auto e lo stato delle strade, e c’è una pubblicità che enfatizza la sicurezza, quando in realtà non è così». E soprattutto, aggiunge, non si affrontano le condizioni che innescano l’incidente: «Sul luogo dell’incidente bisognerebbe sempre analizzare la causa, ma non sempre si fa. Per esempio ci sono uscite dai raccordi che sono troppo brevi che non permettono una giusta decelerazione o accelerazione. Sul raccordo di Pescara hanno installato una segnaletiva verde che equipara la velocità a quella autostradale. Anche alle uscite dai raccordi i paletti dei guard rail sono un’arma contro i motociclisti. Nei rilievi degli incidenti queste cose andrebbero verbalizzate e segnalate all’ente gestore, ma purtroppo non sempre si fa. Nelle riunioni dell’Osservatorio regionale in prefettura, le uniche segnalazioni arrivano da noi. Abbiamo fatto fare alcune modifiche alla provinciale per Elice (e lì non sono più avvenuti incidenti) si stanno adoperando per le statati 81 e 151 a Cappelle, Moscufo Cepagatti. A volte basta una piccola rettifica per evitare imprudenze da parte di guidatori sbadati, inesperti o, peggio, ubriachi» (per le segnalazioni possono agire anche i semplici cittadini, inviando una raccomandata alla prefettura).

Altro problema riguarda la preparazione degli automobilisti. Le autoscuole, secondo D’Onofrio, non possono preparare adeguatamente. «Per questo abbiamo proposto al Comune di Pescara dei parchi della sicurezza, con un circuito corredato di segnaletica completa dove è possibile formare automobilisti ma anche bambini sulle regole stradali». E le rotatorie in città? Sono molto utili, dice D’Onofrio, ma purtroppo nessuna di quelle costruite per esempio a Pescara prevedono un anello ciclabile, una dimenticanza grave per la sicurezza dei ciclisti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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