Arrestato dopo un inseguimento da film

Giovane di Notaresco viaggiava su un’auto rubata, ha cercato di sfuggire ai carabinieri anche dopo aver perso una ruota

    MONTESILVANO. Viaggiava su un’auto rubata, e quando si è visto i carabinieri alle calcagna era convinto di potercela fare, sicuro di avere una marcia in più rispetto ai militari, di poterli seminare lungo la via. L'impresa non gli è riuscita e dopo un lungo, rocambolesco inseguimento, prima in macchina e poi a piedi, è stato costretto ad arrendersi ed è stato arrestato.

    Simone Capodicasa, 28 anni, di Notaresco, ha fatto di tutto pur di non farsi acciuffare: si è fatto a lungo rincorrere dai carabinieri, ha tentato di speronarli, poi ha sbattuto una portiera in faccia a uno dei militari e infine ha ingaggiato una colluttazione con uno degli uomini dell'Arma che lo stava inseguendo a piedi. Una resistenza ad oltranza che costerà cara al 28enne perché è finito in manette con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e ricettazione, considerato che l'auto su cui viaggiava è rubata.

    A ricostruire la vicenda sono i carabinieri del nucleo radiomobile di Montesilvano, diretti dal maresciallo Silvestro Scurti e coordinati dal capitano Enzo Marinelli. L'inseguimento è cominicato verso mezzanotte e mezza in via Taro. La Golf condotta da Capodicasa ha accelerato improvvisamente dopo aver incrociato la pattuglia per cui l'auto dell'Arma ha fatto inversione e ha inziato a inseguirla. Il conducente della Golf non ha pensato neppure per un momento di doversi fermare; anzi, quando si è trovato l'auto dei carabinieri a fianco ha provato a speronarla e per seminarla ha anche percorso alcune strade contromano, senza pensare al pericolo che correva.

    I due mezzi sono arrivati a velocità folle in via Verrotti, hanno superato il confine tra Montesilvano e Pescara ed è stato allora che Capodicasa ha cominiciato a perdere il controllo della situazione. La Golf, sbandando, è finita contro un marciapiedi e ha perso la ruota anteriore destra, ma l'automobilista non si è dato per vinto e ha cercato di andare oltre, noncurante delle scintille generate dal contatto del mozzo con l'asfalto.

    Un secondo urto c'è stato contro una cabina dell'Enel e a quel punto il mezzo dei carabinieri ha superato il fuggitivo e lo ha bloccato, mettendosi di traverso sulla strada. Non soddisfatto Capodicasa ha tentato di allontanarsi a piedi e per evitare di essere seguito ha sbattuto la portiera della macchina dei carabinieri contro il militare che stava scendendo, costringendolo violentemente a rimanere nell'abitacolo. Il secondo componente della pattuglia, però, è riuscito ad acciuffarlo e dopo una colluttazione Capodicasa è stato definitivamente bloccato. L'auto, rubata a Pescara il 29 agosto, è finita in un deposito su disposizione dei carabinieri. Uno di loro, quello colpito dallo sportello, è stato medicato in ospedale e guarirà tra qualche giorno.

    Flavia Buccilli

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    07 settembre 2012

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