Una gita a San Demetrio per scoprire il paese del sette 

 In provincia dell’Aquila 7 borghi da visitare anche in bici: spesa da 25 euro

    di Marianna Gianforte

    SAN DEMETRIO. Il benvenuto a San Demetrio Ne' Vestini lo dà la chiesa medievale di San Demetrio Martire. Quando appare vuol dire che sei all'ingresso del paese dai sette centri storici, dalle sette chiese e dalle sette piazze: l'unico comune, in tutta la provincia dell'Aquila, a essere costituito da tanti piccoli borghi e una frazione, Stiffe, dove si trovano le omonime grotte.

    Un paese a portata d'uomo e a misura di bambino, dove c'è tutto: i parchi giochi, il distretto sanitario, la farmacia, la banca; e poi bar, ristoranti, un supermercato e l'ottico. E c'è la natura, incontaminata, con il lago e le grotte, c’è la storia secolare, che si respira fra le vie, nelle chiese medievali e nei palazzi degli antichi signori. A San Demetrio riscopri il piacere di rallentare, fuggendo dalla frenesia della vita lavorativa. Tutto, in un tour di 12-13 ore da vivere con la famiglia o con la dolce metà per una fuga romantica dalla routine. Quando ti trovi davanti alla chiesa parrocchiale di San Demetrio, vuol dire che ti sei lasciato alle spalle la trafficata Statale 17 e sei entrato nella 261, che attraversa tutta la Valle Subequana. Qui sei all'imbocco del Parco nazionale Sirente-Velino. Anche a San Demetrio i danni del sisma del 2009 sono tuttora visibili: tutte le chiese sono inagibili e i palazzi storici puntellati. Si è salvata solo la piccolissima chiesa di Sant'Andrea, nel borgo di Cardamone dove «se ci vanno 20 persone la metà deve restare fuori», racconta Demetrio Placidi, il vigile urbano del Comune. Ma il patrimonio artistico del paese non ha perso il suo fascino e val la pena visitare la facciata esterna delle chiese. Punto di partenza per i turisti mordi e fuggi è il borgo (o villa) principale di Cavantoni. Si può lasciare l'auto a piazza Garibaldi o davanti allo storico palazzo Cappelli, appartenuto al duca Arcamone, dove si può parcheggiare anche il camper (tranne il venerdì mattina, giorno del mercato).

    Cavantoni è «il centro dei centri». All'ingresso del paese, a dare il benvenuto, c'è anche il profumo del pane del forno Visconti: quella del pane per San Demetrio è una vocazione antica, ricordata con la sagra del Pane a ridosso di Ferragosto. La facciata della chiesa parrocchiale è rimasta intatta e merita più di uno scatto fotografico, mentre nella parte alta di Cavantoni c'è la chiesa della Madonna dei Raccomandati, i cui affreschi sono stati catalogati e messi al sicuro dai volontari di Legambiente nell'immediato post-sisma: opere del Patini e una tela del Giordano che riproduce la «Visitazione dell'Angelo alla Madonna» (l'originale è stato trafugato). Le sette ville di San Demetrio sono visitabili tutte a piedi, facendo un percorso ad anello che riporta al punto di partenza in un paio d'ore. Il resto della giornata resta, così, a disposizione per le escursioni e un pic-nic al Lago Sinizzo. Fare il bagno è vietato, ma tutti qui sono cresciuti menando bracciate nelle sue acque sorgenti. Da piazza Garibaldi si arriva facilmente al borgo di Collarano, con la chiesa di Sant'Antonio, da cui si procede per arrivare a Colle con il suo palazzo Tatozzi (1800). Più avanti il borgo di Villagrande si estende «a terrazze» verso l'alto: è il belvedere del paese, che si affaccia sulla splendida valle Subequana con il Sirente-Velino sullo sfondo. Anche qui due storici palazzi: Caione e Paolini (1800).

    San Giovanni è il borgo più attentamente restaurato da cittadini privati, conosciuto per la chiesa di San Giovanni, citata in una bolla che Papa Alessandro III inviò nel 1178 al vescovo di Forcona. Graziosissimi i paesi di Cardabello (con il palazzo Ducale) e Cardamone, il borgo più piccolo. A questo punto, scarponcini ai piedi e pranzo al sacco, ci si può immergere negli itinerari naturalistici, ma si deve riprendere la macchina. Partendo dal borgo di Cardamone si deve imboccare una strada sterrata che conduce alla chiesa di Santa Croce, sulla collina omonima (920 metri di altitudine): da quassù, il panorama sul paese e sulla valle è mozzafiato. A Santa Croce si può arrivare anche percorrendo la via Crucis. Tappa da non perdere è la Sorgente dell'Acquatina, dove sgorga acqua buonissima da bere, immersi nella natura incontaminata e in un'area attrezzata con panchine e barbecue. Ancora uno sforzo e si arriva al Lago Sinizzo. Il percorso naturalistico è di circa 5 chilometri, per due ore e un quarto di camminata.

    Se le Grotte di Stiffe sono, da un punto di vista turistico, il simbolo di San Demetrio, il Lago Sinizzo è il luogo al quale gli abitanti sono più affezionati. Qui si conclude il percorso ad anello partito dal paese. Ora si deve recuperare l'auto lasciata a Cardamone. Per concludere il tour manca la visita alle Grotte di Stiffe, che distano circa 4 chilometri dal paese. Ma come non darsi prima, un bacio portafortuna avanti alla cascata della «Peschiera»? A partire dalla piazza del paese, ci si arriva oltrepassando un antico mulino. Se si vuole arrivare a cena in tempo per le 19 e gustare piatti tipici al ristorante «Le Grotte» o gamberoni da «Chicchirichì», si deve cominciare il tour nelle Grotte almeno alle 18, perché la visita fra canyon e sale, dura 50 minuti. Poi, tutti davanti a un bel piatto di pasta con i profumi del posto, per ripartire a stomaco pieno e San Demetrio nel cuore.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    04 agosto 2012

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