Scuola da ricostruire, l'opposizione non ci sta

Il Pdl accusa: «Progetto faraonico». Sel dubita che si possano trovare i soldi necessari

    di Claudia Ficcaglia  PENNE. Ancora polemiche e dubbi da parte delle opposizioni a Penne per la decisione dell'amministrazione comunale di demolire e ricostruire la scuola elementare Mario Giardini, non a norma secondo gli attuali standard antisismici. Particolarmente critici il partito di Sel, rappresentato da Matteo Tresca, e il Pdl cittadino guidato da Antonio Baldacchini.  Il Comune ha dciso tempo fa di procedere all'abbattimento e alla ricostruzione dela scuola, dopo aver ottenuto un contributo statale di 723mila euro utilizzabile sia per la ristrutturazione sia per la realizzazione di un edificio ex novo. Il nuovo fabbricato di quattro piani ospiterà la scuola dell'infanzia, la primaria, le medie e la palestra, per una popolazione studentesca di circa 800 alunni. Il costo totale è di 2 milioni 550mila euro che il Comune dovrebbe cofinanziare con un contributo proprio pari a 1.826.181,75 euro derivanti dalla vendita di immobili di proprietà.  Si tratta di edifici ubicati nella stessa via Caselli dove ha sede la scuola Giardini: il vecchio asilo, la palazzina del centro sociale e gli uffici della società partecipata Sig, oltre che aree di pertinenza condominiale che possono essere ulteriormente edificate. Dalla vendita dovrebbe essere ricavata, fa sapere l'assessore ai lavori pubblici Ennio Napoletano, una somma di circa due milioni di euro.  «Questa manovra messa in piedi dall'amministrazione», obiettacommenta Tresca, «presenta dei grandi limiti. Data l'attuale impasse del mercato immobiliare, nutro fort
    i dubbi che si riescano a vendere quegli immobili, la cui alienazione va ulteriormente ad impoverire il patrimonio comunale. Inoltre l'imponente struttura che svilupperà una superficie maggiore di quella attuale sacrificherà buona parte di uno dei pochi polmoni verdi della città, un'azione in netta antitesi con un altro intervento contenuto nel piano energetico, presentato dall'assessore Napoletano, che prevede una forestazione urbana utile a diminuire le emissioni di Co2 nell'atmosfera».  Forte dissenso è espresso anche dal coordinatore del Pdl Baldacchini, per il quale la strada da percorrere è quella della messa a norma del plesso esistente. «Nella determina del dirigente ai lavori pubblici Piero Antonacci, risalente al 30 dicembre 2011, e pubblicata solo ora», contesta Baldacchini, «si parla della "difficoltà di adeguare simicamente un edificio risalente alla fine degli anni'50, soprattutto per le debolezze strutturali intrinseche e per lo scadimento dei materiali di costruzione oltre che per carenze funzionali e impiantistiche che non sarebbero state sanate". Una relazione che giudichiamo preoccupante, che imporrebbe al sindaco Rocco D'Alfonso di prendere tempestivamente provvedimenti, trasferendo i bambini in un altro istituto, viste le carenze riscontrate dal tecnico comunale, invece di continuare a perdere tempo con progetti faraonici e irrealizzabili».

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    21 febbraio 2012
     

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