di Luigi Di Marzio
De Cecco, a destra, e il presidente Sabatini
PESCARA. Il Pescara rimane al buio. La squadra viaggia spedita verso il sogno della serie A, l'entusiasmo è alle stelle nella tifoseria, ma c'è sempre qualcosa a turbare l'ambiente. Intendiamoci, niente a che vedere con i patemi d'animo del recente passato quando non c'erano gestioni stabili e spesso arrivavano brutte sorprese. In sintesi il Pescara è rimasto senza luce.
Ieri gli allenamenti dovevano riprendere al Poggio degli Ulivi di Città Sant'Angelo, ma tre ore prima del raduno della squadra fissato per le 15 è arrivata la doccia gelata. Il team manager Zucchini ha ricevuto la telefonata dal Poggio. «Niente allenamento, qui non c'è la corrente elettrica». Il gestore dell'energia elettrica ha bloccato l'erogazione per un mancato pagamento o comunque per un disguido nel pagamento.
La squadra non ha campi per gli allenamenti. Una piccola tragedia che è stata subito bloccata con la chiamata al dirigente biancazzurro Gabriele Bankowski che si trova per motivi di lavoro in Argentina. Bankowski è patron dell'Angolana che ha in gestione l'impianto Zanni. Il dirigente è anche amministratore delegato del Pescara e così ha dato ordine di lasciare il campo a Sansovini e soci, facendo slittare di qualche ora l'allenamento dell'Angolana.
Per fortuna il buon senso e lo spirito di generosità ha troncato qui il dramma. «Un paio d'ore prima dell'allenamento abbiamo saputo che non c'era una disponibilità del Poggio degli Ulivi», ha detto l'amministratore delegato Danilo Iannascoli, che si è occupato direttamente della vicenda. «Dal Po
ggio ci hanno detto che non c'era l'energia elettrica. Forse c'è
stato qualche problema o equivoco amministrativo. Così c'è stato
detto. Ho saputo che Peppe De Cecco (proprietario del centro
sportivo) sta facendo di tutto per risolvere il problema». In
serata è arrivata la risposta e la versione dell'ex presidente De
Cecco.
«E' vero manca la luce, ma sappiate che il Pescara non paga
l'affitto alla Prosport (società che gestisce il Poggio, ndc) da
sei mesi», ha tuonato l'ex presidente. «Come faccio a pagare le
utenze se loro non versano i soldi per l'affitto del Poggio? Io non
devo fare nessun dispetto e sono il primo a volere il Pescara in
serie A visto che ho ancora delle fidejuissioni che a fine anno
vorrei togliere». E ha aggiunto: «Adesso l'energia elettrica è
stata sistemata, ma in seguito potrebbero esserci problemi, anche
con il metano per il riscaldamento, se non pagano il canone
d'affitto».
Apriti cielo e la frittata è servita: «Noi come Pescara calcio non
abbiamo debiti con il Poggio e la Prosport», ha fatto sapere Danilo
Iannascoli, «nei confronti di De Cecco noi vantiamo un credito
legato ad alcune questioni pubblicitarie. Un credito che non
abbiamo mai riscosso, ma semplicemente parificato con un accordo
sul pagamento dell'affitto del centro sportivo».
Dispettucci, scaramucce o semplici disguidi? «Con De Cecco non c'è
nessun problema perché l'ex presidente aveva detto e dichiarato
tempo fa che in questo momento non poteva ricapitalizzare perché
non poteva garantire la stessa presenza economica in entrambe le
cose, ovvero il Pescara e il Poggio. Aveva detto che avrebbe tenuto
il campo aperto al Pescara e non poteva fare entrambe le cose», ha
precisato ancora Iannascoli.
De Cecco rivendica il fatto che il Pescara è l'unico vero cliente
della struttura. «Non mi sembra che sul quel campo ci siamo solo
noi. Pagare le utenze spetta a lui e non a noi». E conclude:
«Domani valuteremo bene con il presidente Sebastiani (rientra oggi
in città da un paio di giorni di vacanza, ndc). Questa è una cosa
grave e spero che si risolva presto».
Nel frattempo il Pescara questa settimana Scatta la cassa
integrazione e il club sta pensando di chiudere i ponti con il
Poggio degli Ulivi.
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21 febbraio 2012
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