Coca nascosta in casa, arrestato

Il giovane operaio incensurato aveva in casa 78 grammi di droga

    di Laura Venuti PESCARA. Nel suo appartamento di San Donato teneva nascosti 78 grammi di cocaina. Droga che probabilmente non era sua, ma che teneva in casa per conto di qualcuno, un'usanza sempre più diffusa tra gli abitanti delle zone popolari della città. Donato Pesce, operaio di 21 anni, è stato arrestato ieri mattina dagli uomini della squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana. Intorno alle 10.30 di ieri gli agenti della sezione antidroga di Nicolino Sciolè si sono presentati nella casa che il giovane divide con la moglie, nella zona della parrocchia del Beato Nunzio.

    Sembra che Pesce, che è incensurato ed è difeso dall'avvocato Luca Sarodi, una volta vista la polizia abbia consegnato spontaneamente la cocaina che aveva in casa, che è stata subito sequestrata dalla Mobile. Pesce è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Resta da chiarire per conto di chi stesse tenendo la cocaina in casa.

    L'usanza, per definirla così, di farsi tenere droga e armi da gente che vive nei quartieri popolari ed è incensurata, quindi insospettabile, è sempre più diffusa nei quartieri popolari della città. E quello di ieri è solo l'ultimo dei sequestri messi a segno dalla squadra Mobile a casa di gente che all'apparenza non ha niente a che fare con gli ambienti dello spaccio.

    A ottobre in una casa di via Caduti per Servizio, a Fontanelle, gli uomini della Mobile hanno sequestrato mezzo chilo di eroina, nascosta in una cassettiera, e due pistole infilate nel cassone
    di una tapparella. Anche in quel caso con tutta probabilità il proprietario della roba non era il padrone di casa, un pescarese di 44 anni, ma qualcun altro che lo pagava per tenergliela. Qualche mese prima sempre gli investigatori della Mobile avevano sequestrato un chilo di eroina, roba che sul mercato poteva valere 50 mila euro, A tenerla erano una donna e sua figlia, minorenne. La donna aveva nascosto la droga nel palazzo di Rancitelli in cui abitava: gli stupefacenti non erano proprio in casa, ma in uno stanzino al piano superiore rispetto all'appartamento. Qualche tempo prima sempre la Mobile in una casa di via Tavo aveva sequestrato un chilo di eroina e sei etti di cocaina in casa di un'altra donna insospettabile.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    19 febbraio 2012
     

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