di Pietro Lambertini
PESCARA. «E mi raccomando diglielo a Miccichè». È con queste parole, secondo la squadra mobile di Pescara, che la dirigente regionale
Vanna Andreola chiede una «raccomandazione» per sbloccare il progetto di un parco fotovoltaico su un suo terreno di 33 ettari in provincia di Salerno: un progetto che, dice Andreola al telefono, è fermo «dopo che ho speso non so quanti soldi». Così, Andreola detta "zarina", finita ai domiciliari per l'inchiesta Caligola su presunte tangenti e appalti europei legati alla società Ecosfera di Roma, ne parla con il consigliere regionale di Castel Frentano
Emilio Nasuti, ex Pdl vicino a Forza del Sud ed estraneo all'indagine. L'intercettazione risale al 4 marzo dell'anno scorso ed è contenuta in un rapporto della polizia trasmesso alla procura dell'Aquila: per l'accusa, Andreola, indagata per corruzione insieme ad altri dieci tra politici e imprenditori, discute con Nasuti di una «storia di Lanciano» e poi «coglie l'occasione di chiedere una raccomandazione» per interessare il sottosegretario del governo Berlusconi,
Gianfranco Miccichè, del «suo progetto del fotovoltaico atteso che», sottolinea l'informativa, «si stavano incontrando degli ostacoli nella sua realizzazione». La telefonata tra Andreola e Nasuti inizia così.
Andreola: «Non mi vuoi più bene preside'?».
Nasuti: «Lo sai che ti voglio bene... come no». Poi il colloqui
o prosegue parlando di politica e del parco fotovoltaico che
Andreola vuole fare ad Acquara. «Ma vai con Miccichè? È vero?»,
domanda Andreola. «Stiamo lavorando», risponde Nasuti. E Andreola
rivela: «Io sono sudista... a tutti gli estremi... lo sai! Peraltro
Miccichè lo conosco bene... c'ho avuto molto a che fare quando
faceva il sottosegretario alle Politiche europee». La telefonata
prosegue.
Andreola: «Digli, no... sai perché... se ci puoi
parlare...».
Nasuti: «Sì... come no».
Andreola: «Io
per esempio stavo facendo un'operazione su un terreno di mia
proprietà a Salerno proprio per un impianto fotovoltaico... abbiamo
speso...». Andreola parla del «limite» posto dal governo.
Andreola: «E lo so... però il limite del 10 per cento sui
terreni agricoli è una follia... perché io ho un terreno che non è
mai stato coltivato dove ci sono gli alberi però non è in disuso e,
quindi, io ho 33 ettari faccio solo 3 ettari».
Nasuti: «È
una follia pura».
Andreola: «Dopo che ho speso non so quanti
soldi per il progetto... io e l'impresa». L'«impresa» di cui parla
Andreola è la Digis energia srl: una società che ha ottenuto
appalti dalla Regione Abruzzo. In un colloquio con Andreola, il
titolare della Digis,
Nicola Cesare (non indagato), parla
del parco fotovoltaico bloccato: «Ci vuole la politica, capito?
Perché se non parliamo con la politica, nel senso buono e corretto
del termine, cioè chi comanda e stabilisce le regole... e questo
vale in generale nella pubblica amministrazione... purtroppo, come
tu sai». «Lo so», risponde Andreola. Tornando al dialogo
Andreola-Nasuti, il consigliere dice: «Ci vediamo e ti ci faccio
parlare». La telefonata si chiude con Andreola che ricorda: «E mi
raccomando diglielo a Miccichè». E Nasuti assicura: «Come no...
certo che glielo dico».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
19 febbraio 2012
Altri contenuti
- Sulle persone citate
-
- Sugli stessi luoghi
-