di Maria Cristina Nanni
MONTESILVANO. Sarà Pierferdinando Casini, oggi a Pescara, a tenere a battesimo il candidato sindaco nell'Udc. Nel centrosinistra, il segretario provinciale del Pd, Antonio Castricone replica al suo vice Antonio Di Marco che ieri ne chiedeva le dimissioni avendo il Pd perso le primarie. Castricone accusa Di Marco di aver contribuito alla sconfitta schierandosi col candidato dell'Idv. «E' sorprendente», afferma
Castricone, «che il vicesegretario del Pd, dopo aver sostenuto pubblicamente
Attilio Di Mattia dell'Idv, contribuendo così alla sconfitta del partito, venga oggi a chiedere le dimissioni dei segretari regionale e provinciale. Basta con questa ipocrisia: le regole delle primarie permettono più candidature alzando così il rischio di perderle. A Montesilvano si è lavorato per l'unità fino alla fine, ma le condizioni locali non hanno permesso di riuscire a fare sintesi su un unico nome». Il Pd locale fa quadrato attorno a Castricone. In una nota l'intero gruppo consiliare «rigetta categoricamente la pretestuosa ed inopportuna richiesta di dimissioni» e sottolinea: «Di tutto abbiamo bisogno tranne che della persistenza di divisioni interne e personalismi». Anche
Nino D'Annunzio, il candidato delle primarie non sostenuto dal partito, difende il segretario provinciale: «Credo che Di Marco parli più per logiche interne che per il bene della città». Intanto l'Udc si prepara ad incontrare Casini e a sciogliere la p
rognosi della candidatura a sindaco. Il partito ha rafforzato la direzione locale nominando
Emilio Di Censo,
Bruno Gallo e
Stefano Giammarco rispettivamente presidente, segretario vicario e segretario amministrativo. Il segretario cittadino,
Domenico Liberati, ha avuto il mandato di avviare contatti con le forze disponibili il Nuovo Polo, che dialogherà con «il Pdl ma anche con gli scontenti del Pd, sulla base dello schema del governo Monti». Il messaggio è chiaro: l'Udc vuole la candidatura a sindaco. Ad oggi sono quattro i nomi in lizza:
Mimmo di Giacomo,
Valter Cozzi,
Pietro Gabriele e lo stesso
Liberati.
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17 febbraio 2012
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