Sullo stesso tema
- Richiesto al Senato l'uso delle intercettazioni
- I pm: "Venturoni incastrato da 81 telefonate"
- Processo a Pescara per Venturoni, Tancredi giudicato a Teramo
- I pranzi romani tra Di Zio, Di Stefano e gli Stati
- In un appunto i nomi dei politici interessati ai termovalorizzatori
- La Cassazione dissequestra i terreni della Team Tec
- Il Pm: "Processate Venturoni e i senatori Pdl"
- Venturoni torna in consiglio: "Ho vissuto in una candid camera"
- Venturoni torna libero dopo tre mesi
- Il giudice restituisce la libertà anche a Di Zio
- Venturoni, sigilli ai terreni della Team
- Di Zio resta ai domiciliari
-
- GLI INTERROGATORI
- Cancellato l'interrogatorio del senatore Di Stefano
- Il giallo della notifica, Di Stefano non va dal pm
- Tancredi: "Soldi per il partito, non per me"
- Interrogato Cordoma: "Non ho preso soldi da Di Zio"
- Di Zio: "A Venturoni non ho versato un centesimo"
- Venturoni al gip: ho fatto operazioni trasparenti
- Stati, memoriale contro i vertici Pdl
-
- Di Zio, ecco i soldi dati ai partiti
-
- LE INTERCETTAZIONI
- Di Zio, ecco i soldi dati ai partiti
- Di Zio: "Io sono apolitico ho rapporti con tutti"
- Il gip: "Chiodi sapeva delle pressioni"
- Venturoni: Non dobbiamo fare l'appalto
- Daniela Stati: "È una banda di delinquenti
- Domiciliari per Venturoni e Di Zio. Indagati Di Stefano, Tancredi, Brucchi e Daniela Stati
-
- Il ritratto: l'assessore Pdl e il re abruzzese dei rifiuti
-
- Venturoni e Di Zio in tribunale
- Gli agenti della mobile in Regione a Pescara
-
- La questione etica non è un'invenzione
- Emergenza morale, un patto per l'Abruzzo
PESCARA. Sarà la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato a decidere se 17 intercettazioni telefoniche dei senatori Pdl Di Stefano e Tancredi entreranno nel processo rifiuti o no: ieri, il gup Luca De Ninis ha detto sì alla trasmissione della richiesta della procura di Pescara al Senato. Il voto sull'uso delle telefonate spiate è atteso prima del 31 maggio prossimo quando, in tribunale, si terrà un'altra udienza preliminare: «Sarà una storia lunga», la previsione di Venturoni.
Rifiuti, contributi elettorali per il Pdl, assunzioni. C'è questo nelle telefonate sotto accusa che dovranno essere vagliate dal Senato: nelle prime 11 intercettazioni,
Fabrizio Di Stefano parla con l'imprenditore dei rifiuti
Rodolfo Di Zio, titolare della Deco spa, e con l'ex assessore regionale
Daniela Stati; nelle altre sei telefonate, è
Paolo Tancredi a discutere con
Lanfranco Venturoni, l'ex assessore regionale alla Sanità e oggi capogruppo Pdl, e con Stati.
PESCARA-TERAMO. Il processo sui rifiuti è diviso tra Pescara e Teramo: a Pescara sono rimasti gli atti su Venturoni, sui fratelli Rodolfo ed
Ettore Ferdinando Di Zio, sul senatore Di Stefano e sull'allora amministratore delegato della Team di Teramo
Vittorio Cardarella che devono rispondere, a vario titolo, di peculato e corruzione.
A rischiare il processo a Teramo, oltre al senatore Tancredi accusato di corruzione, ci sono l'ex amm
inistratore delegato della Team
Giovanni Faggiano
e altri già legati alle società Team e Team Tec
Sergio
Saccomandi,
Paolo Bellamio e
Ottavio Panzone, accusati di abuso d'ufficio, e
Luca Franceschini, che deve rispondere di turbata
libertà degli incanti.
ASSEGNI A NAPOLI. Un'intercettazione tra Di Stefano e Di
Zio, considerata decisiva dai pm
Anna Rita Mantini
e
Gennaro Varone, rimbalza fino a Napoli: si parla
di un contributo elettorale da 20 mila euro concesso dai Di Zio a
Crescenzio Rivellini, europarlamentare di Napoli
del Pdl. Secondo l'accusa, dei 20 mila euro dati a Rivellini, 5
mila tornano indietro da Napoli a Di Stefano con un assegno della
banca della Campania, un titolo negoziato proprio da Di Stefano
alla banca dell'Adriatico.
Ecco uno stralcio del colloquio del 25 maggio 2009.
Di Zio: «Senti, volevo chiederti solo una
cortesia! Mi è arrivata una richiesta da Napoli».
Di Stefano: «Sì, sì! Quello che ti avevo
detto».
Di Zio: «Ah, ah, io non sapevo questo! Capisci?
Perciò ti ho domandato».
Di Stefano: «È quello come ti avevo detto».
Di Zio: «Sì, sì, sta apposto».
Per squadra mobile di Pescara e procura, il finanziamento è la
«contropartita basata sull'impegno di Di Stefano ad allontanare
Riccardo la Morgia» dal Consorzio comprensoriale
rifiuti di Lanciano.
La telefonata tra Di Stefano e Di Zio continua.
Di Zio: «Sì, volevo chiederti solo una curiosità:
perché noi abbiamo qualche problemino legale con il consorzio. Se a
questi gli date la straordinaria amministrazione oppure l'ordinaria
amministrazione? Perché a questi gli dovete dare soltanto
l'ordinaria amministrazione».
Di Stefano: «A chi?».
Di Zio: «A La Morgia».
Di Stefano: «No, il 28 lo cacciamo».
Di Zio: «Ma questi ritengono che invece non lo...
lo fanno andare avanti?».
Di Stefano: «No, no, no, il 28 l'accordo è che
andrà via».
Di Zio: «Ah, si azzera? E poi che succede? Il
Consorzio chi lo gestisce nel frattempo?».
Di Stefano: «No, uno dei miei. Dopo, dopo il 28?
Il 28 viene nominato il nuovo consiglio di amministrazione».
Di Zio: «Ah, viene già nominato?».
Di Stefano: «Sì, sì».
Di Zio: «Vabbè, allora non ti devo niente,
Fabrizio. Va bene, ti devo ringraz...».
Parlando ancora con Di Stefano, Di Zio dice che «se questo rimane
(La Morgia, ndr) io mi trovo con una difficoltà che, sennò,
diversamente, devo agire legalmente».
Di Stefano: «Il 28 lo dovremmo togliere».
Di Zio: «Ah, va bene, va bene. Ti ringrazio molto
Fabrizio, Io ti richiamo nel tardo pomeriggio».
Di Stefano: «Allora, se quello di Napoli,
cortesemente...».
Di Zio: «Sta apposto, oggi alle tre c'abbiamo il
cda».
Di Stefano: «Va bene, d'accordo».
Di Zio: «Senza problemi».
TANCREDI E GIANNI. In una telefonata di Tancredi con
Venturoni si parla di un incontro tra i due con Di Zio e «Gianni»:
«Non si può portare pure Gianni?», domanda Venturoni. «E che
l'incontro vi sia stato (ovviamente incontro non ufficiale)», così
c'è scritto su un'informativa della Mobile, «e che il suo esito sia
sicuramente risultato essere proficuo per Di Zio, risulta
comprovato da una registrazione telefonica di Venturoni che, in
ulteriore colloquio con una donna, afferma: "Sono uscito adesso
dall'incontro con Gianni, Di Zio e Tancredi...". Donna: "Me lo
immagino... però mi raccomando sempre quello che ti ho detto...".
Ridono».
«Appare evidente che all'incontro», dice la Mobile, «fosse
presente tale "Gianni", che è indubbiamente da riferirsi al
presidente della Regione
Gianni Chiodi. Difatti,
la mera ipotesi investigativa viene oltremodo confermata dallo
stesso Di Zio il quale, verosimilmente eccitatissimo delle
risultanze del colloquio intrattenuto, si relaziona con il fratello
Ettore Ferdinando al quale riferisce quanto accaduto, ovvero della
riunione tenutasi a Teramo "ai massimi vertici"».
© RIPRODUZIONE
RISERVATA
17 febbraio 2012