Processo rifiuti, in Senato la richiesta per l'uso
delle intercettazioni di Di Stefano e Tancredi

      PESCARA. Il giudice Luca De Ninis ha detto sì alla trasmissione della richiesta della procura di Pescara al senato per autorizzare l'uso, nel processo sui rifiuti, delle interecettazioni telefoniche dei parlamentari Pdl Fabrizio Di Stefano e Paolo Tancredi. E' quanto deciso oggi durante l'udienza preliminare del procedimento che il 22 settembre 2010 portò all'arresto ai domiciliari dell'ex assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni, capogruppo Pdl, e dell'imprenditore dei rifiuti e titolare della Deco spa di Spoltore Rodolfo Di Zio.

    Nella richiesta dei pm Anna Rita Mantini e Gennaro Varone sono citate 17 telefonate intercettate: le prime 11 riguardano colloqui tra Di Stefano e Di Zio e tra Di Stefano e l'ex assessore regionale Daniela Stati; le altre 6 telefonate riguardano conversazioni tra Tancredi e Di Zio. Ora sarà il senato a decidere se le telefonate intercettate dalla squadra mobile di Pescara possono essere utilizzate nel processo oppure no.

    Oggi alle 15, nell'aula 5 del tribunale, ad ascoltare la lettura dell'ordinanza del giudice De Ninis, anche Venturoni: "Sarà una storia lunga", queste le parole del consigliere regionale Pdl alla fine dell'udienza. Si tornerà in aula il prossimo 31 maggio alle 12.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
    16 febbraio 2012
     

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