di Francesco Bellante
GPENNE. Nella giornata di ieri una carenza idrica del serbatoio di Penne ha lasciato senza acqua oltre un centinaio di famiglie del centro storico. A rimanere a secco i residenti del rione San Giovanni e della zona di Colle Castello. «Siamo rimasti senza acqua senza essere avvisati», lamentano alcuni residenti del centro storico pennese. «La cosa grave è che il numero verde dell'Aca ha solo costretto la gente a lunghe attese telefoniche senza riuscire a parlare con un funzionario per ricevere suggerimenti e informazioni sul ripristino del servizio. Il Comune si è limitato a dire che il problema è responsabilità dell'azienda idrica pescarese». Che non aveva in programma la chiusura dei serbatoi di Penne, così come sta avvenendo in altri centri della provincia in seguito al maltempo. «Questa mattina (ieri per chi legge ndr)», spiegano dalla direzione dell'azienda acquedottistica, «il nostro sistema di telecontrollo ha registrato un abbassamento del livello del serbatoio pensile"centro storico" che alimenta la zona alta di Penne». L'inconveniente, che ha condizionato in maniera negativa la giornata di tante famiglie del centro storico pennese, secondo quanto riferito dai vertici Aca, è da imputare alla riduzione della portata della sorgente Tavo, dovuta a un congelamento temporaneo della stessa per le basse temperature verificatesi in alta quota. «I nostri tecnici», spiega ancora l'Aca, «si sono subito messi al lavoro per effettuar
e una serie di manovre mirate al ripristino della normale
erogazione idrica, attraverso l'apporto di una maggiore quantità di
acqua potabile». Intorno alle ore 17 di ieri pomeriggio, poi, i
primi rubinetti della zona alta del centro storico pennese hanno
ricominciato a erogare acqua potabile, per tornare alla completa
normalità entro la serata. Altre zone del territorio vestino anche
nei prossimi giorni dovranno fare i conti con rubinetti a secco e
carenze del flusso idrico dovuti ai problemi della sorgente Tavo.
A far infuriare alcuni residenti del centro storico pennese anche
una fogna a cielo aperto che fuoriesce dalle mura di cinta della
casa di riposo Da oltre sei mesi il personale della struttura per
gli anziani, nonostante qualche problema d'organizzazione dopo il
riordino delle ex Ipab e il conseguente scioglimento del vecchio
consiglio d'amministrazione, che fino allo scorso luglio era
formato esclusivamente da volontari pennesi, ha segnalato il
problema all'amministrazione comunale del sindaco
Rocco
D'Alfonso che, da parte sua, ha potuto solo constatare il
problema e fare una segnalazione all'Aca. «La rete fognaria in
questione», ha precisato il primo cittadino di Penne, «non è di
nostra competenza. Il problema era già stato posto all'attenzione
della direzione dell'azienda acquadottistica e, nei prossimi
giorni, m'impegnerò personalmente a far presente nuovamente la
situazione di disagio». La grossa perdita, che sgorga dal muro di
cinta dell'orto della casa di riposo, oltre ad emanare un
fastidioso puzzo, si incanala per via degli Ospizi creando non
pochi disagi ai residenti, costretti ormai da tempo a fare i conti
con infiltrazioni, muffa e cattivo odore. «La situazione è
insostenibile», ha detto un residente della zona, «e più volte è
stata segnalata agli amministratori. Nessuno sembra abbia voglia di
spendere del tempo per mettere una pezza a questo problema che,
evidentemente, non interessa a nessuno». L'orto della casa di
riposo e orfanotrofio femminile "De Sanctis - Del Bono" e la salita
che lo costeggia sono praticamente inavvicinabili, sia per via del
cattivo odore e sia per gli insetti che, soprattutto nella bella
stagione, rendono la zona più simile ad una palude che ad un
giardino.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
16 febbraio 2012
Altri contenuti
- Sulle persone citate
-
- Sugli stessi luoghi
-