Cordoma: ho fatto la figura dell'ignorante

Il sindaco: controllavo cartelle, non sapevo nulla di rimborsi

       PESCARA. «Nel 2005 ho risposto a un bando e poco dopo mi arrivò la lettera di convocazione per far parte della commissione ispettiva regionale. Lo so, sulla stampa ho fatto la figura da ignorante ma quando sono stato interrogato non sapevo che "sdo" fosse l'acronimo di scheda di dimissione ospedaliera». Ha attacato così, Pasquale Cordoma, il sindaco di Montesilvano, chiamato a deporre come testimone nel processo Sanità che conta 27 imputati tra cui anche Pierluigi Cosenza, ex componente del nucleo operativo centrale della commissione permanente. «Ho avuto qualche contatto con Cosenza, mi spiegò lui cosa dovevo fare», ha proseguito Cordoma rispondendo alle domande del pm Giuseppe Bellelli.  «Di cosa si doveva occupare?», chiede Bellelli. «Dovevo valutare la congruità dei ricoveri delle strutture convenzionate. Dovevo stabilire se le diagnosi di ingresso corrispondevano al motivo per cui il paziente era stato ricoverato. Dovevo stabilire se la durata del ricovero giustificava la patologia. Non conosco, però, il sistema di pagamento». Il pm continua a interrogare Cordoma, batte sui ricoveri, sulla durata, sulle sue conoscenze mediche e su quante e quali cartelle di Villa Pini aveva controllato. «Cosenza mi aveva detto di andare a Villa Pini. Se avevo fatto un corso? Sì, un corso di qualche ora con tanti medici e, poi, ho iniziato a lavorare al primo piano della clinica, in un'enorme stanza piena di cartelle cliniche ma quelle che dovevo co
    ntrollare me le mettevano sul tavolo. Non sapevo le discipline per cui era accreditata Villa Pini e sui rimborsi non sapevo nulla come non so nulla anche oggi».  Il pm insiste nelle domande e chiede a Cordoma se sa cosa sia la "sdo", acronimo di scheda di dimissione ospedaliera. Il sindaco di Montesilvano ride e risponde: «Per questo ho fatto la figura da ignorante ma, all'epoca, quando sono stato interrogato non sapevo che sdo era l'acronimo di scheda di dimissione ospedaliera».  «Sapeva come funzionava Villa Pini?», domanda ancora Bellelli. «No, non lo sapevo, ma il mio compito era quello di controllare le cartelle, non mi occupavo della parte amministrativa. Alcune cartelle sono state escluse: non erano congrue». (p.au.)

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    16 febbraio 2012
     

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