Il Pdl: l'ospedale vada al Carmine

Il sindaco D'Alfonso: il trasferimento costa 25 milioni

    di Francesco Bellante  PENNE. Si torna a parlare del trasferimento dell'ospedale San Massimo nel complesso del Carmine. A rilanciare la proposta è il coordinatore del Pdl pennese Antonio Baldacchini, secondo il quale «il presidio ospedaliero di Penne deve tornare a svolgere un forte ruolo istituzionale nell'area vestina. Oltre ai tagli, sui quali bisogna riflettere, il San Massimo deve riconquistare autorevolezza nei programmi Asl».  «Il ruolo che il Comune di Penne deve attuare nel comitato ristretto dei sindaci», sostiene l'esponente del Pdl, «deve essere incisivo e collaborativo e non solo costruito su azioni sindacalizzate, che generano solo demagogia e populismo». Nelle prossime settimane Baldacchini chiederà un incontro col commissario Gianni Chiodi per il programma di recupero del polo sanitario del Carmine. «Tra le ipotesi», spiega, «c'è la possibilità di attuare un fondo immobiliare con apporto pubblico per recuperare la struttura sanitaria del Carmine, all'interno della quale trasferire il San Massimo e trasformare il vecchio ospedale, situato nel cuore del centro storico, in una Rsa».  L'immensa struttura sanitaria del Carmine, iniziata a fine anni '60 e costata all'epoca oltre 25 miliardi di vecchie lire, doveva essere un ospedale psichiatrico, ma con la legge Basaglia e la conseguente abolizione dei manicomi venne deciso di farne un centro all'avanguardia per la geriatria. Furono acquistati tutti gli arredi e le attrezzature necessarie, per un costo aggiuntivo di oltr
    e un milione di euro, e l'imponente struttura fu dotata anche di una sala convegni da circa 300 posti.  Tutto ciò da anni è nell'abbandono assoluto. «Il progetto di trasferire il San Massimo al Carmine è un idea della dirigenza aziendale Asl», chiarisce il sindaco di Penne Rocco D'Alfonso. «L'ostacolo è rappresentato dalla cifra, circa 25 milioni di euro, che un progetto di tale portata richiede. L'idea di D'Amario è quella di utilizzare i fondi ex art. 20 per l'edilizia sanitaria più quelli ricavati dalla vendita del vecchio ospedale». «Come membro del comitato ristretto dei sindaci», conclude il sindaco rispondendo a Baldacchini, «sto svolgendo un'attenta attività di sollecitazione al fine di garantire una maggiore attenzione da parte della direzione aziendale per il potenziamento del San Massimo».

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    15 febbraio 2012
     

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