PESCARA. Sulla scia di
Corrado Troiano, socio della Cyborg srl, primo e unico finora a ottenere la revoca dei domiciliari tra gli otto arrestati dell'inchiesta Ecosfera su tangenti e appalti europei, anche il consulente
Michele Galdi tenterà domani di riottenere la libertà. La strada imboccata dal marito della funzionaria regionale
Vanna Andreola è quella che porta al Riesame, davanti cioè al collegio di giudici aquilani che finora ha risposto picche alle richieste di revoca delle misure cautelari e all'annullamento dell'ordinanza emessa dal gip
Marco Billi. Il quale ha concesso i domiciliari ai vertici di Ecosfera,
Duilio Gruttadauria e
Anna Teodoro dopo che entrambi hanno rinunciato alle rispettive cariche di amministratore delegato e direttore tecnico nell'azienda, nonché all'ex segretario della presidenza della giunta regionale di centrosinistra,
Lamberto Quarta, già arrestato il 14 luglio 2008 nell'inchiesta Sanità, dopo che la sua consulenza con Ecosfera è stata cancellata. Il Riesame ha confermato i domiciliari alla Andreola, sul presupposto che possa inquinare le prove. Ma domani, a quasi un mese dagli arresti, tenterà di ottenere la revoca il marito Galdi, 56 anni, pure ai domiciliari: il suo legale
Francesco Carli ha presentato appello contro il provvedimento del gip che ha rigettato l'istanza di revoca della misura. L'indagine della Mobile di Pescara, diretta da
Pierfrancesco Muriana, coinvolge otto persone
, finite in parte in carcere e in parte ai domiciliari, e altri tre indagati: l'assessore Pdl e vice presidente della giunta regionale
Alfredo Castiglione, l'ex sindaco Pd di Pescara
Luciano D'Alfonso, e l'ex capogruppo regionale Pd
Camillo Cesarone.
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12 febbraio 2012