di Paola Aurisicchio
PESCARA. File estrapolati dai computer degli uffici della Deco e documenti contabili: è questo il materiale che i carabinieri del Noe di Pescara guidati dal capitano
Fiorindo Basilico hanno sequestrato nella sede della Deco in località Casoni di Chieti, nella società al centro della nuova inchiesta sui rifiuti.
«L'ILLECITO NEI FILE». Il materiale portato via durante la perquisizione nella società che si occupa di rifiuti è al vaglio degli investigatori e dovrebbe servire a dare un quadro più approfondito dell'indagine, analizzando le quantità e le modalità di conferimento dei rifiuti nelle discariche. E' anche in quei documenti che gli investigatori cercano conferme all'accusa contestata a 16 indagati dal pm dell'Aquila
Fabio Picuti perché «consentirebbero di ricollegare con certezza», come dice l'accusa, «il traffico dei rifiuti ricostruendo l'illecito dal detentore allo smatimento finale». E' di questo, infatti, che sono accusate 16 persone - tra cui molti rappresentanti delle società dei rifiuti - che sono indagate dalla direzione distrettuale Antimafia dell'Aquila per un presunto traffico illecito dei rifiuti quantificato, secondo il pm, in 91mila tonnellate di spazzatura «gestiti abusivamente e conferiti in quattro discariche».
«SALTATA LA FILIERA». L'accusa è la stessa per i 16 che gravitano soprattutto nel Pescarese e nel Teramano e che sono legati a società che gestiscono i rifiuti:
>Paolo Tracanna, nella veste di amministratore unico della
società Deco Spa con sede in località Casoni nel Comune di Chieti,
Massimo Sfamurri, in qualità di presidente del consiglio di
amministrazione della società Ambiente Spa con sede a Spoltore,
Franco Mancioppi, nella veste di presidente del consiglio di
amministrazione della società Ecoemme con sede a Montesilvano.
Ancora, tra i nomi, figurano quelli del direttore generale Deco Spa
Roberto Pasqualini, dell'amministratore unico di Attiva
Guglielmo Lancasteri, del presidente del cda della società
Formula Ambiente Società Cooperativa Sociale
Salvatore
Buzzi, dell'amministratore unico delle società Mantini Srl
Giuseppe Mantini fino al presidente del Pdl della Provincia
di Teramo e sindaco di Notaresco
Valter Catarra e, ancora, i
sindaci di Giulianova
Francesco Mastromauro (Pd), di Morro
D'Oro
Mario De Sanctis (lista civica centrodestra), di
Mosciano Sant'Angelo
Orazio Di Marcello (Pd), gli ex sindaci
di Roseto
Franco Di Bonaventura (Pd) e di Bellante
Domenico Di Sabatino (Pd). Nella lista figurano, poi, altre
amministratori di società di rifiuti:
Alberto Torelli,
Roberto Ridolfi e
Antonio Valerio. I 16 sono accusati
dalla procura Antimafia dell'Aquila di «aver saltato la filiera del
recupero e del trattamento dei rifiuti». Rifiuti solidi urbani che
invece di essere trattati, come dice l'accusa, sarebbero stati
conferiti in quattro discariche: due gestite dal colosso dei
rifiuti Deco, ovvero la discarica di Casoni e di Colle Cese,
un'altra a Magliano dei Marsi gestita dalla società Tecnologica e
ambiente Srl e l'ultima a Isernia gestita dalla società Smaltimenti
Sud Srl.
NORMA REGIONALE. Gli amministratori delle società
dei rifiuti, sempre secondo l'accusa, non avrebbero rispettato la
norma 145/146 del 22 ottobre 2009 della Regione ma, come dice il pm
Picuti, avrebbero «ceduto rifiuti solidi urbani alla Deco Spa la
quale, a sua volta, li trasportava e smaltiva in discarica tal
quali, saltando la filiera del recupero e trattamento per la quale
la Deco aveva ottenuto l'autorizzazione». Saltando gli anelli della
filiera, quella massa di spazzatura quantificata in 90 mila
tonnellate si sarebbe trasformata in «un ingiusto profitto» per la
Deco Spa.
COLLE CESE SATURA. L'inchiesta sui rifiuti della
procura Antimafia dell'Aquila va ad aggiungersi alle altre due,
sempre legate allo stesso tema, condotte dalla procura di Pescara e
riacutizza, inoltre, il problema delle discariche sature. Se la
procura dell'Aquila scoperchia un presunto traffico illecito di
rifiuti quella di Pescara, invece, nel settembre 2010, aveva
concentrato l'attenzione su corruzione e rifiuti, presunte tangenti
e un impianto di bioessicazione da realizzare a Teramo. Intanto,
cresce l'emergenza per le condizioni delle discariche. A breve, la
discarica di Colle Cese a Spoltore, come annunciato anche da
diversi studiosi, non potrà più contenere rifiuti: una situazione
grave che si è venuta a creare in netto anticipo sui tempi perché
la discarica da diversi anni accoglie oltre ai rifiuti del
Pescarese anche tutti quelli della provincia di Teramo.
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11 febbraio 2012
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