PESCARA. Due pescherecci non sono riusciti a rientrare nel porto di Pescara a causa dei fondali insabbiati. Inutili i tentativi dei marittimi, nella notte tra mercoledì e giovedì, di raggiungere la banchina. Le imbarcazioni sono state costrette a desistere e a fare marcia indietro verso il porto di Ortona, dove hanno scaricato il pescato. Il mancato dragaggio del canale continua così a creare numerosi disagi. I due pescherecci, B.M. e M.T., una volta all'imbocco del porto commerciale, non hanno avuto altra scelta se non tornare indietro. «Non c'è stata la possibilità neanche di avvicinarsi alla banchina», hanno raccontato i capitani delle due imbarcazioni, «con l'imboccatura del porto di fatto inaccessibile, e ancor di più negli ultimi giorni, a causa delle mareggiate che hanno provocato un ulteriore accumulo di detriti nei bassi fondali del porto». Mercoledì intanto, la draga Gino Cucco, che aveva avuto l'incarico di dragare le acque del porto, prima dell'inchiesta della Procura dell'Aquila su un traffico di rifiuti tossici, è ripartita alla volta di Chioggia, in provincia di Venezia, per problemi di manutenzione. La scorsa settimana, la motonave, che si trovava ormeggiata da metà dicembre nella darsena, carica di mille metri cubi di fanghi prelevati dallo specchio d'acqua, ha urtato più volte contro la banchina fino a spezzare gli ormeggi. Il materiale dragato nell'unico giorno di attività prima dello stop della Procura è stato g
ettato al largo, riportando al punto di partenza le operazioni di escavazione. Una sorte avversa continua a pungolare lo scalo cittadino, facendo ribollire la rabbia e il risentimento degli armatori e dei pescatori. La scorsa settimana, a margine della conferenza sul progetto europeo di sostenibilità energetica «Powered», alla Fiera del Levante, il presidente della Regione
Gianni Chiodi ha avuto un colloquio riservato con il ministro dell'Ambiente
Corrado Clini per affrontare la delicata situazione del dragaggio. Ora si attendono i risultati delle nuove analisi disposte dopo il vertice romano, sempre della scorsa settimana, nella sede dell'Ispra.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
10 febbraio 2012