PESCARA. La procura dell'Aquila è «iperattiva». Va a testa bassa così contro chi indaga sul presunto traffico illecito di rifiuti, il senatore Pdl
Andrea Pastore che parla di «addebiti assolutamente generici e discutibili collegamenti tra indagati»: «La notizia di un procedimento a carico, tra gli altri, dell'amministratore unico di Attiva spa
Guglielmo Lancasteri, della cui onestà nessuno può dubitare», dichiara Pastore, «conferma quanto sia sempre più impervio il cammino di chiunque amministri la cosa pubblica in Abruzzo». Per il senatore, così «si ostacolano attività di normale gestione di un settore sensibile il cui mancato o inadeguato svolgimento può procurare danni». Poi, l'attacco ai pm dell'Aquila: «I pescaresi provano ancora sulla loro pelle quanto l'iperattivismo della procura dell'Aquila, esaltato dalle complicate e dolorose vicende collegate al terremoto di due anni fa, abbia impedito, e tuttora impedisca, la risoluzione del problema del dragaggio del porto, attraverso analisi oggetto di approfondite e fondate contestazioni da parte degli organi preposti al controllo dell'ambiente ma che, intanto, hanno rallentato - e, speriamo, non allontanato sine die - il caso della navigabilità del fiume e il suo disinquinamento». Pastore parla di un «timore e cioè che si stia procedendo, consapevolmente o inconsapevolmente, a una oggettiva pressione psicologica della quale gli autori sanno di non dover mai rispondere. O forse qualcuno pensa che le chiavi della città di Pescara debbano essere consegnate alle procure abruzzesi?». (p.l.)
10 febbraio 2012
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