di Giuliano Di Tanna
PESCARA. «Il presidente Chiodi deve assumersi la responsabilità di prevedere, sui temi di maggiore urgenza individuati dal Patto, di avviare tavoli di confronto con i parlamentari abruzzesi». Maurizio Spina è d'accordo con chi chiede un raccordo più stretto fra i soggetti del Patto per lo sviluppo e i parlamentari abruzzesi. La proposta che viene raccolta dal segretario regionale deella Cisl è quella emersa dal forum sulle economia che si è svolto, il 27 gennaio scorso, nella redazione centrale del Centro a Pescara che ha visto concordare su questo approccio alla cosiddetta Fase 2 del Patto per lo sviluppo, siglato il 14 aprile dell'anno scorso, il senatore del Pd,
Giovanni Legnini, e il suo collega e coordinatore regionale del Pdl,
Filippo Piccone. «Una Regione coesa», dice Spina, «è necessaria per l'Abruzzo in una fase, come quella che stiamo vivendo, di cambiamento e di tante emergenze, insieme all'intero Paese. La coesione istituzionale e sociale rappresenta un valore aggiunto per l'intera comunità regionale, da coltivare e rafforzare. E' una novità culturale, di alto valore politico, anche quando è motivo di dibattito e confronto tra i partecipanti al Patto, purché con lo sguardo rivolto all'interesse dell'intera comunità regionale». Consiglio regionale e parlamentari abruzzesi: che tipo di raccordo dovrebbe esserci fra questo due soggetti? «Il ruolo del consiglio regionale e dei parlamentar
i, ognuno nelle proprie responsabilità istituzionali», dice il segretario della Cisl, «è fondamentale, complementare e necessario per dare all'Abruzzo, quella capacità di fare sistema che è indispensabile, e per aiutare l'Abruzzo ad attraversare il fiume». «Il Patto», aggiunge Spina, «è uno strumento importante, ma non sminuisce il ruolo istituzionale e non esaurisce il confronto».
Chiodi, sostiene il sindacalista, deve avviare «tavoli di confronto» con deputati e senatori abruzzesi sui problemi più urgenti che frenano la ripresa della crescita dell'economia regionale. Quali? «Va verificata la disposnibilità del governo sul trema delle risorse dei Fas», spiega Spina. «Va chiesto un incontro al ministro
Passera sui temi delle infrastrutture e del masterplan. Va sollecitata la modifica della legge nazionale sull'emergenza, per evitare nuove tasse regionali, e sollecitata la legge sulla ricostruzione dell'Aquila. Inoltre occorre mettere mano alla nuova programmazione dei Fondi strutturali europei per gli anni 2014-2020. Va posta attenzione alla materia delle infrastrutture ferroviarie sulla direttrice Adriatico-Tirreno». Il segretario della Cisl chiede anche che il presidente del consiglio regionale,
Nazario Pagano, e i capigruppo discutano insieme le riforme più urgenti». «Vanno valorizzate», cocnlude Maurizio Spina, «le esperienze positive fatte nell'avere evitato il blocco dei Fas nella legge finanziaria da parte dei parlamentari. La Regione, inoltre, deve approvare una serie di leggi di riforma: dai trasporti ai consorzi fidi ai consorzi industriali, per citare solo alcuni esempi».
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10 febbraio 2012