Uil: raccordo Patto-parlamentari

Pezzopane: troppa confusione, il Pd ne discuta al suo interno

       PESCARA. I parlamentari abruzzesi nel Patto per lo sviluppo? Per il segretario regionale della Uil Roberto Campo, non sarebbe una soluzione utile a rafforzare l'organismo, perché «il rischio è un eccesso di politicizzazione». Piuttosto la Uil ritiene più funzionale un «raccordo operativo formale tra Patto e parlamentari, soprattutto per le questioni che impattano con il livello nazionale». Campo quindi sposa le tesi di Cna, Confartigianato e Confesercenti, favorevoli a una soluzione più «inclusiva», che non sia però il semplice allargamento del tavolo alla rappresentanza parlamentare.  «Dibattito kafkiano», commenta l'assessore comunale dell'Aquila Stefania Pezzopane che chiede al suo partito, il Pd, di discutere la questione all'interno dei suoi organi «e che questa discussione non sia relegata solo ad alcuni».  «Da responsabile nazionale del Pd per la ricostruzione, ma soprattutto da aquilana, ho sperato che questo Patto per lo Sviluppo potesse dare in qualche modo uno sbocco alle diverse esigenze e portare alla condivisione di obiettivi a media e lunga scadenza», spiega Pezzopane, «invece, ma c'era da aspettarselo da un Patto dello sviluppo guidato dal presidente Chiodi, assistiamo da mesi allo spettacolo kafkiano di chi entra e di chi esce».  «Ma ancora di più», aggiunge la Pezzopane, «mi ha sinceramente sconvolta la discussione di questi ultimi 10 giorni. Infatti mentre l'Abruzzo è
    entrato in una sofferenza estrema che ancora una volta ha dimostrato una impreparazione di fronte ad emergenze naturali, e mentre L'Aquila e i Comuni colpiti dal sisma rischiano di morire socialmente ed economicamente, la giunta Chiodi ci fa assistere ad un balletto del chi c'è e chi non c'è che è veramente insopportabile, di fatto i Parlamentari vogliono entrare nel Patto ma Chiodi e Consiglieri Regionali non li vogliono. Anche esponenti importanti del mio Partito che stimo ma che in questo dibattito non comprendo partecipano a questo balletto. Da dirigente Pd mi chiedo se il partito non debba avere una linea netta, chiara e propositiva verso sindacati e categorie ma anche una ferma opposizioni nei confronti del vuoto della giunta Chiodi».  Si fa sentire infine anche la voce dell'Udc che attraverso il consigliere reigonale Antonio Menna boccia la proposta dei parlamentari nel Patto (per Menna un «oggetto misterioso»): «Francamente anch'io non sono d'accordo con quanti insistono che gli amici parlamentari entrino nel Patto. E, sia detto con franchezza, per le modalità con cui vengono scelti non hanno un rapporto robusto con il territorio come i consiglieri regionali. Proprio per questa ragione possono essere più utili a difendere gli interessi della Regione nelle sedi parlamentari».  Per Menna, la soluzione è azzerare tutto e ridare centralità al Consiglio regionale. (a.d.f.)

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    9 febbraio 2012
     

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