di Pietro Lambertini
PESCARA. È uno sfogo di
Lamberto Quarta con un amico, intercettato da una cimice piazzata nella sua macchina, a dare agli investigatori della squadra mobile di Pescara un'altra «conferma» del rapporto di corruzione tra lo stesso Quarta, 56 anni di Francavilla, e
Duilio Gruttadaria dell'Ecosfera di Roma, 61 anni di Caltanissetta ma domiciliato a Carsoli. Una conversazione, del 23 dicembre 2010, su
Luciano D'Alfonso, ex sindaco Pd di Pescara: «In sostanza», recita un rapporto riservato della polizia alla procura dell'Aquila, «Quarta non condivideva il fatto che D'Alfonso aspirasse a candidarsi alle prossime elezioni politiche - poiché sotto processo come altri del suo partito ai quali, al contrario, veniva inibito di candidarsi - e attaccava D'Alfonso, inoltre, sotto il profilo della credibilità. Quarta, infatti, sosteneva che D'Alfonso elargiva troppe promesse che poi non manteneva». Una di queste promesse, dicono gli investigatori, è legata all'Ecosfera, la società al centro dell'inchiesta Caligola su appalti europei e tangenti: otto gli arresti eseguiti, più altri tre indagati compreso D'Alfonso per una consulenza da 51 mila euro sul Prg del porto affidata proprio all'Ecosfera in cambio, sostiene l'accusa, di due contratti da 46.400 euro offerti poi dall'Ecosfera all'ex assessore Pd
Massimo Luciani. «Una cortesia», così Quarta chiama gli incarichi da quasi 50 mila euro dati a Luciani. Ma, premette Quarta nel suo quasi monologo, &laq
uo;Luciano è uno che le fregature te le molla... non a me perché
con me non ha mai preso impegni... non glieli ho mai chiesti». Poi
prosegue: «Anzi io mi presi un impegno con lui per il suo tirapiedi
Massimo Luciani... e lo feci prendere proprio a Duilio... quando
Massimo rimase fuori da tutto, no». Quarta racconta così la
richiesta di D'Alfonso.
Quarta: «Poi lui venne da me...
praticamente... io con Massimo ho degli impegni... tu mi devi fare
questo favore... va bene ti faccio questo favore, non tanto per te,
tutto sommato perché Massimo mi sta simpatico è un bravo ragazzo.
Parlai con Duilio... figurati che quando (ride) Massimo stava
ancora, stava nel senso che veniva là soltanto a prendere eh...
produce non ha prodotto un cazzo... qualche cosa che doveva fare...
ed era un'altra inculatura di Luciano nei confronti di Duilio...
perché poi ha detto "Io poi sai... il Comune deve fare quello...
deve fare che cazzo doveva fare là, la valorizzazione di un
quartiere una cosa e un'altra... lo studio di fattibilità". Senti
Luciano facciamo così io non gli dico niente che è meglio perché
dopo... siccome Duilio è un amico io non gli dico niente... gli
dico che mi serve una cortesia a me e mi deve prendere Massimo... e
gli ha fatto il contratto per due anni... quando è scaduto il
secondo anno, lui mi è venuto a domandare... dice che devo fare? e
basta».
Ivano: «Abbiamo già dato».
Quarta: «Eh... mo'
basta che se lo vede... eh no, è così lui, quello a me non so che
mi aveva detto un quartiere... non mi ricordo quale era... gli
facciamo fare lo studio, la valorizzazione il progetto oppure...
aveva un sacco di cose da fare... guarda Luciano, io non gli dico
niente... il favore glielo chiedo per me perché se poi io gli
dico».
Ivano: «Ti sei sputtanato».
Quarta: «Guarda
che... perché dopo quello e non avviene... siccome temo che tu gli
impegni li prendi con 50 persone... lasciamo perdere... poi se ci
esce la cosa... e infatti non c'è uscito un cazzo... poco dopo è
successo quello che è successo». Ma Quarta, per gli investigatori,
non dice tutto: «In realtà, le odierne indagini», commenta la
Mobile, «hanno dimostrato che non era solo D'Alfonso a essere
scarsamente aduso a dire la verità; infatti, anche Quarta non era
stato del tutto sincero nel raccontare i fatti al suo amico.
Invero, l'ex sindaco, contrariamente a quanto raccontato da Quarta,
aveva senz'altro conferito una contropartita in favore
dell'Ecosfera in cambio dell'assunzione di Luciani, attraverso
l'affidamento della realizzazione di un progetto che
l'amministrazione di Pescara aveva assegnato proprio al gruppo di
Gruttadauria».
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9 febbraio 2012
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