di Melissa Di Sano
PESCARA. Un'interrogazione al presidente
Chiodi sulla nuova centrale a biomasse della Fater. La presenta il consigliere di Rifondazione
Maurizio Acerbo, insieme a
Marinella Sclocco del Pd e
Antonio Saia dei Comunisti italiani. «Confusione e approssimazione da parte di chi dovrebbe tutelare la salute della cittadinanza non possono che causare preoccupazione», dice Acerbo, «in un'area metropolitana che già deve sopportare una pessima qualità dell'aria. Tra Comune e Regione siamo di fronte a un'autentica Caporetto della credibilità delle istituzioni. Due amministrazioni comunali, di centrosinistra e di centrodestra, hanno espresso un parere favorevole senza informare la cittadinanza, il consiglio comunale, la circoscrizione, la stessa consulta dell'ambiente». Acerbo richiama alle proprie responsabilità la Regione Abruzzo. «Non si capisce come abbia potuto autorizzare un impianto sulla base del Piano di qualità dell'aria, approvato nel 2007, e risulta poco convincente la giustificazione addotta. Il Piano prevede», sottolinea Acerbo, di conseguire, entro il 2010 nelle zone definite di risanamento, come Pescara, il rispetto degli obiettivi di qualità dell'aria, stabiliti dalle più recenti normative europee. L'obiettivo è fallito miseramente visto che a partire dagli enti locali nulla di concreto si è fatto. In compenso si è autorizzato un nuovo impianto». Il fatto, ribadito dalla dirigente regionale
Iris Flacco</b>, che «oggi la centrale a biomasse della Fater non verrebbe autorizzata», crea dubbi e domande. «Non è mai troppo tardi quando si tratta di qualità della vita», afferma
Giacomo Cuzzi, capogruppo Pd di Porta Nuova, «il dibattito deve ripartire. Vogliamo capire senza ombra di dubbio alcuno se la realizzazione della centrale porterà anche solo un minimo peggioramento della qualità della vita e dell'inquinamento. Un territorio già svantaggiato dal cementificio, la cui delocalizzazione appare sempre più lontana, non può permettersi un'iniziativa su cui non ci sia la piena e convinta adesione di tutte le istituzioni e della cittadinanza», continua Cuzzi, «Pescara non può tollerare nemmeno il minimo incremento nell'inquinamento». Chiede chiarezza e trasparenza sul progetto della centrale Fater anche
Adele Caroli, consigliere comunale indipendente: «La salute dei cittadini viene sempre al primo posto. I cittadini devono sapere come stanno le cose. La politica, i tecnici e gli addetti ai lavori devono parlare chiaro, sempre, e in modo semplice. I dati ci dicono come siano in aumento in città gli episodi tumorali, derivanti da inquinamento dell'aria, e questo deve indurci ad una seria riflessione: se dovesse esserci anche il minimo sospetto di grave rischio per la salute, i cittadini dovrebbero essere i primi a saperlo». «Quella zona è già carica di inquinamento», afferma la Sclocco, «devono essere abbattute tutte le emissioni, anche quelle di cementificio e sansificio».
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9 febbraio 2012
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