L'assessore Musa lascia il Pdl e accusa

«Basta a chi crede che la politica serva solo a sistemare amici e parenti»

    di Maria Cristina Nanni  MONTESILVANO. «Basta alle riunioni mercenarie, agli uomini che non hanno il coraggio di esporre i propri pensieri, basta a chi per una poltrona scende a compromessi con la morale, a chi crede che la politica serva solo a sistemare amici e parenti». Lascia il Pdl sbattendo la porta l'assessore Manola Musa, fedelissima del sindaco Cordoma, mentre lancia un appello per creare una lista civica «libera dai partiti».  È uno sfogo amaro quello della Musa. L'unica donna della giunta Cordoma punta il dito contro un Pdl che pende dalle labbra dell'Udc. Un altare su cui i vertici e alcune correnti interne sarebbero pronti a sacrificare la ricandidatura dell'attuale sindaco. «La nostra città», afferma l'assessore, «è stata spesso adoperata come merce di scambio per tenere in piedi equilibri politici nelle diverse amministrazioni comunali, ma anche provinciali e regionali e lo scenario politico locale non ha mai acquisito una propria identità perché succube di scelte fatte al di là dei nostri confini. Nel mio dissenso, dico basta a queste logiche che non sono coerenti al mio modo di essere».  In cima all'elenco dei «basta» Musa mette «le finte pacche sulle spalle mentre si organizzano riunioni mercenarie nelle quali si decide di tagliare la testa a qualcuno senza preoccuparsi che dietro la politica ci sono persone che vanno rispettate perché tali». Il riferimento è ai «ribelli» che, in caso di una ricandidatura di Cordom
    a, sarebbero pronti a lasciare il partito e a confluire nel Nuovo Polo. Ipotesi che non è mai stati confermata dai diretti interessati, ma che da tempo alimenta i rumors. Ma le motivazione che hanno spinto Musa ad abbandonare il partito sono altre ancora. L'assessore dice «basta a chi crede che la politica serva solamente per trovare lavoro ad amici e parenti; basta a chi alza la voce solo per ottenere qualcosa in cambio; basta a chi ha la presunzione di credere che lo sperpero di denaro per una campagna elettorale lussuosa e mega tecnologica sia il mezzo più utile per confondere le nostre menti; basta a chi pur di conservare una poltrona è disposto a scalfire la sua moralità e dire sì a tante persone per non scontentare nessuno».  Eletta nel 2007 con An, Musa rivendica di «aver lavorato con senso di responsabilità e dedizione, tra mille difficoltà, «operando anche dietro le quinte con spirito collaborativo e stando a osservare i colleghi che palesavano il loro dissenso, per poi sistematicamente tornare sulle loro posizioni in cambio di finte strette di mano che avrebbero garantito un sistema migliore. Ora che questa esperienza è quasi giunta al termine», spiega la Musa, «mi sento libera di fare una scelta lontana dai meccanismi di partito, troppo spesso poco chiari e che sulla carta appaiono importanti, ma che nella sostanza hanno creato dissidi, incomprensioni e soprattutto disgregazione tra gli appartenenti, troppo impegnati in azioni personalistiche».  L'assessore lascia il Pdl, ma non la politica e lancia un appello per un nuovo movimento «libero da schemi e da partiti, che possa risvegliare gli animi di chi vuole adoperarsi per il vero bene comune». Resta da vedere chi sarà pronto a raccogliere la sfida. Musa assicura che è solo un progetto, ma nel centrodestra c'è chi giura che i cordomiani sarebbero già pronti ad abbandonare il Pdl e a ripresentarsi alle elezioni con una propria lista civica.

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    9 febbraio 2012
     

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