Ambulante di fiori arrestato dalla polizia dopo un anno, incastrato dai telefonini rubati
PESCARA. Ha passato due ore a giocare ai videopoker in un bar, poi evidentemente è rimasto senza soldi e allora è andato in un parcheggio di Porta Nuova e ha rapinato due donne. A distanza di undici mesi la squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana ha arrestato per rapina aggravata, su ordinanza di custodia cautelare in carcere, il presunto responsabile. Si tratta di Vincenzo Esposito, 31 anni: venditore ambulante di fiori originario di San Giorgio a Cremano e residente a Napoli, l'uomo a Pescara frequentava proprio i mercati di Porta Nuova. L'episodio che gli viene contestato risale alla sera del 18 marzo 2011. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, in via dei Peligni, a Porta Nuova, il giovane ambulante avrebbe avvicinato una donna avvocato e una sua amica mentre stavano parcheggiando. Erano circa le 21 quando, con spintoni e minacce di morte, l'uomo si è fatto consegnare dalle due amiche portafogli, telefonini ed effetti personali prima di dileguarsi a bordo di un furgone. Ma grazie alle testimonianze raccolte dai poliziotti della Volante diretti da
Alessandro Di Blasio subito dopo la rapina, si è potuto ricostruire che il presunto rapinatore era stato notato poco prima del colpo in un bar della zona dove si era intrattenuto un paio d'ore alle macchinette videopoker. Dalla descrizione è venuto fuori che si poteva trattare di un ambulante di fiori di origini campane che frequentava la zona e in effetti, già il giorno successivo, seguendo le celle del suo telefonino, si è potuto r
icostruire che stava rientrando a Napoli e che il giorno prima si trovava a Pescara in un orario compatibile con la rapina. A incastrarlo, i tabulati dei telefoni cellulari sottratti alle due donne su cui era stata attivata la sua scheda telefonica. Risultanze investigative che, su richiesta del procuratore aggiunto di Pescara
Cristina Tedeschini hanno convinto il gip di Pescara
Maria Michela Di Fine a emettere l'ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dagli uomini della Mobile. (s.d.l.)
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8 febbraio 2012
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