Crisi, i sindacati chiedono aiuto al prefetto

Cgil, Cisl, Uil e Ugl denunciano l'aumento della disoccupazione

       PESCARA. Le problematiche connesse al lavoro, l'evasione fiscale e i ritardati pagamenti degli enti pubblici nei confronti delle imprese. Sono questi alcuni degli argomenti portati ieri pomeriggio all'attenzione del prefetto di Pescara Vincenzo D'Antuono, dai segretari dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Paolo Castellucci, Umberto Coccia, Luca Piersante e Gianna De Amicis. I rappresentanti delle tre sigle hanno esposto al prefetto la gravità della situazione che vive l'intero Pescarese, a causa delle tante aziende che sono fallite, per l'alto numero di cassaintegrati e per gli enti che pagano con molto ritardo. Proprio su quest'ultimo aspetto D'Antuono ha risposto di conoscere molto bene il problema e ha anche fornito un dato: su 46 Comuni della Provincia, ben 26 potrebbero pagare le imprese che hanno effettuato lavori, ma non possono farlo perché bloccati dal vincolo del patto di stabilità, che impone di non superare il 2 per cento del bilancio.  «La conseguenza», come spiega Piersante della Uil, «è che invece di ottenere i pagamenti entro sessanta giorni, come prevede la legge, ormai avvengono dai trecento ai settecento giorni. Inoltre, la Regione latita sui Confidi e le banche non stanno aiutando famiglie e imprese. Gli unici a ottenere prestiti sono coloro che in cambio investono nella banca stessa. Gli enti locali non hanno messo in campo nulla per risollevare questa situazione. Per centomila euro chiedono ipoteche su immobili di valore 3-4 volte superiori». &nbsp
    ;Piersante sottolinea anche un provvedimento del Comune di Pescara: «È stato l'unico che ha concesso delle piccole agevolazioni per coloro che hanno perso il lavoro, ma questa iniziativa, molto restringente, ha riguardato solo una sessantina di persone».  Qualche critica all'amministrazione Mascia giunge da Coccia della Cisl: «La città vive una crisi evidente, come si fa a non avere un assessore al Commercio e a non avere un piano condiviso con le associazioni di categoria e i sindacati per fronteggiare questa situazione, che si aggrava quando vengono meno il lavoro e il reddito delle famiglie. Non c'è una reale e chiara percezione di cosa sta avvenendo, della crisi che viviamo. Prossimamente ci faremo sentire in maniera molto forte, proporremo un piano d'azione per il rilancio dello sviluppo in provincia di Pescara».  Coccia si sofferma anche su due comparti specifici: «Come si fa a non capire che il terziario va sostenuto? La crisi che sta vivendo il commercio, non è così eclatante come la chiusura di una fabbrica con cento operai, ma è una lenta emorragia che vede l'erosione di migliaia di unità. Poi, anche nei centri commerciali, che tendono a far svuotare la città, basta farsi un giro in centro, iniziamo a registrare ricorsi alla cassa integrazione e contratti di solidarietà. Infine su base mensile notiamo un incremento della disoccupazione, con il settore dell'edilizia che indietreggiando ancora.  I rappresentanti delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl incontreranno nuovamente il prefetto tra un mese. (l.z.)

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    8 febbraio 2012
     

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