Centrale Fater, no tardivo della Regione

La dirigente: oggi non ci sarebbe autorizzazione. Ma i permessi sono del 2008

    di Melissa Di Sano  PESCARA. «Oggi, la centrale a biomasse della Fater non verrebbe autorizzata». Iris Flacco, dirigente regionale del servizio Energia e ambiente, rompe gli indugi e conferma che, con l'attuale normativa, il nuovo impianto a combustione non potrebbe essere realizzato.  Prima di autorizzare un nuovo impianto di produzione di energia, secondo il decreto legislativo 152 del 2006, così come modificato nel 2010, «si deve valutare il complesso di tutte le emissioni degli impianti e delle attività presenti, le emissioni provenienti da altre fonti e lo stato di qualità dell'aria nella zona interessata». Ma la centrale a biomasse della Fater è stata autorizzata nel 2008, e la norma andava interpretata in un modo o nell'altro, «e noi abbiamo lo abbiamo fatto in questo modo», ha detto Iris Flacco, dirigente della Regione Abruzzo.  L'autorizzazione da parte della Regione è stata concessa ritenendo priva di validità la misura denominata Md2 del Piano di qualità dell'aria 2007 dello stesso ente, che recita testualmente: «Divieto di incremento delle emissioni dei singoli inquinanti derivanti dalle attività industriali e artigianali delle zone di risanamento nell'ambito delle procedure di autorizzazione». Secondo quanto definito dal Piano, l'impianto a biomasse della Fater non si sarebbe potuto autorizzare, ma la Regione ha considerato questo articolo derogato da un altro, l'Md6, che dice: «Divieto di insediamento di nuovi impianti di produzione di
    energia elettrica da fonti fossile non in cogenerazione, trigenerazione o a ciclo combinato con potenza superiore a 3 megawatt elettrici».  Poi è arrivata la modifica al decreto 152 del 2006, che invece ha interpretato le cose in modo diverso, tanto da subordinare l'autorizzazione a nuove concessioni alla valutazione della qualità dell'aria del luogo in cui nasce l'impianto. E nel caso di Pescara, la qualità dell'aria supera già i limiti di legge. «È gravissima», ha detto il Wwf. «Tra le peggiori d'Italia», ha ribadito Legambiente. «Fa schifo», ha rincarato la Asl. «È pessima», ha detto l'Arta.  «Ma allora perché, nel momento dell'autorizzazione, non fermarsi un istante e trovare prima soluzioni per non danneggiare la salute delle persone?», ha chiesto Augusto De Sanctis del Wwf. «L'amministrazione comunale ha espresso parere favorevole», ha risposto ieri in commissione Ambiente la Flacco, «e poi non vengono espressi gli aspetti ambientali, perché non c'è bisogno della Vas». La Vas, per i non addetti ai lavori, è la valutazione ambientale strategica, che ha l'obiettivo di valutare gli effetti ambientali dei piani e dei programmi, prima della loro approvazione.  «Oggi però», ha detto la Flacco, «questo impianto non sarebbe stato autorizzato». Per quanto riguarda l'assenza di informazione su questo genere di autorizzazioni (che in questo caso è venuta fuori dopo tre anni), la dirigente ha confermato che «non c'è l'obbligo, e quindi la pubblicità non viene fatta».  Alla domanda del consigliere Adelchi Sulpizio sull'impatto sulla salute della gente di quelle trenta tonnellate in più di carbonio organico totale che usciranno dai camini della centrale, né la Flacco né Adelina Stella della Asl hanno dato una risposta.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    8 febbraio 2012
     

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte
    PROMOZIONI
     PUBBLICITÀ

    Negozi

    ilmiolibro