PESCARA. «E con il nostro amico... Alfredo?», domanda l'imprenditore
Giacomo Piscitelli. «Mo' bisogna assolutamente parlare con Alfredo», dice l'architetto
Damiana Bugiani, «bisogna assolutamente sedersi con lui un attimino a tavolino». Alfredo è
Alfredo Castiglione, assessore regionale Pdl e vice presidente della giunta Chiodi. È a Castiglione che gli imprenditori e i professionisti finiti sotto inchiesta per l'appalto gonfiato del polo Materno-infantile chiedono di intervenire quando il direttore generale della Asl,
Claudio D'Amario, definito «Dj» dagli indagati, decide di revocare l'incarico. In base a un rapporto della squadra mobile e alle intercettazioni contenute negli atti dell'inchiesta coordinata dal pm
Gennaro Varone, Castiglione, detto «Buzzicone», scende in campo per provare a tutelare gli interessi degli indagati. Ma da D'Amario riceve un no perché, per la polizia, il manager Asl sa già dell'inchiesta. In questo procedimento (udienza preliminare il 9 aprile prossimo), Castiglione non è indagato: l'assessore compare nel rapporto e viene citato dagli indagati nelle intercettazioni. Dalle carte emerge, però, che Castiglione è un referente: «Circa le affermazioni di Piscitelli sul conto dell'assessore Castiglione», dice la polizia, «occorre precisare che pure
Alfonso Colliva, Bugiani,
Renzo Lauriti (non indagato e marito di Bugiani, ndr) e persino
Franco D'Intino (attraverso Lauriti) si erano rivolti a Castiglione per condizionare le decisioni di D'Amario». (p.l.)
8 febbraio 2012
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