PESCARA. Stava per entrare in banca quando si è sentito una pistola puntata alla schiena e un bandito che gli ha sussurrato: «Prendi il bancomat, preleva tutto quello che puoi e dammi i soldi». È successo in via D'Avalos, cuore di Porta Nuova, di domenica pomeriggio. Un'altra rapina a Pescara: è la quinta in appena dieci giorni. Nonostante la neve in strada, il rapinatore è scappato con una moto.
Cinque colpi in dieci giorni, restringendo il campo alle rapine e senza contare i furti nelle case e nei supermercati con la banda del buco ancora ricercata - l'ultimo furto, fallito, ai danni del supermercato Tigre del centro commerciale Delfino risale alla notte tra 30 e 31 gennaio. È la fotografia di una Pescara insicura, la stessa città che il 20 gennaio scorso è stata teatro dell'omicidio di
Italo Ceci, ucciso intorno alle 19,30 in pieno centro con tre colpi di pistola.
Stavolta a finire nel mirino di un bandito solitario fuggito in moto è stato un pescarese che, domenica pomeriggio in via D'Avalos, stava per ritirare soldi al bancomat della Carichieti: un'operazione quotidiana, da fare quasi senza pensare, che si è trasformata in una sequenza ad alto rischio. Questa la ricostruzione della Volante della polizia, guidata da
Alessandro Di Blasio: il cliente della banca ha preso dal portafogli la tessera per entrare nell'anticamera della filiale e prelevare ma all'improvviso si è sentito seguito da qualcuno. Soltanto un istante e ha avvertito un oggetto puntato contro la schiena, forse una p
istola ma su questo non c'è certezza. Il pescarese, sentendosi in pericolo, ha assecondato il malvivente: ha preso il bancomat, ha digitato il codice segreto, ha prelevato 250 euro e li ha messi nelle mani del bandito. Trenta secondi interminabili ripresi dalle telecamere di sorveglianza della banca.
La rapina in via D'Avalos segue quella di sabato, ore 16,15, quando nel mirino di due banditi, coperti da caschi e sciarpe e con in mano una pistola, è finito il supermercato Coal di piazza Duca degli Abruzzi. Una rapina fotocopia ad altre due: una messa a segno il 30 gennaio scorso all'Eurospin di via Nazionale e l'altra, risalente al 28 gennaio, ai danni di un Internet point di viale Europa a Montesilvano fruttata 4 mila euro e con la commessa colpita in testa con il calcio della pistola. I punti in comune dei colpi al Coal, all'Eurospin e all'Internet point sono tre: i due banditi con i caschi e le sciarpe che lasciano scoperti soltanto gli occhi, la pistola e la fuga su uno scooter nero.
Ma dopo la rapina al Coal, la polizia ha recuperato la moto usata dai banditi: è un Aprilia Scarabeo, rubato.
Un'altra rapina, che sembra leggermente diversa dalle ultime, risale al 31 gennaio scorso quando un malvivente, berretto e sciarpa sulla faccia, ha seminato il panico al supermercato Tigre di via Venezia.
«A Pescara non si vive più sicuri e i rapinatori fanno quello che vogliono», interviene
Alessandro Baldati, segretario provinciale della Destra, «non si riescono a prevenire furti e rapine e non vengono presi i colpevoli»: la Destra chiede più controlli e telecamere in città.
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7 febbraio 2012
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