di Laura Venuti
PESCARA. «Non sono cose che ci spaventano, anche perché su molti di questi fatti abbiamo buone piste, stiamo lavorando bene». Non si scompone il questore di Pescara, Paolo Passamonti, davanti alla serie di rapine e furti messi a segno nelle ultime settimane in città. «Sarebbe preoccupante se durasse per sei mesi, ma per il momento mi sembra che sia solo un periodo. A volte ne capitano di momenti così, anche in coincidenza con l'uscita dal carcere di certi soggetti. Mica chi fa furti e rapine ha l'Inps per quando non lavora». Nelle ultime settimane in città ci sono state due rapine in banca messe a segno con la tecnica del buco probabilmente dalla stessa banda. Un'altra banda, poi, ha realizzato un furto sempre bucando la parete di un supermercato e ne ha tentato un altro al centro commerciale il Delfino. E poi ci sono le rapine ai supermercati, le ultime due messe a segno in 48 ore tra sabato e domenica. Tre bande, insomma, sembrerebbero essere attive in città contemporaneamente. Ma per il questore non c'è da preoccuparsi. «Stiamo lavorando bene, abbiamo buone piste su molti di questi colpi e pensiamo di risolvere il problema. Per quanto riguarda le banche, poi, abbiamo avvisato tutti gli istituti di credito della città e chiesto alle guardie giurate di collaborare facendo dei giri preventivi nei locali confinanti da dove di solito entra la banda del buco», spiega. «D'altronde», dice Passamonti, «l'anno scorso sempre nei primi tre mesi del
l'anno ci sono state tre rapine in gioielleria una dietro l'altra, poi le rapine sono finite tutte in una volta. Pensiamo di aver individuato la banda che le aveva messe a segno, una gang che è stata presa da un'altra parte, dove aveva messo a segno altre rapine e quindi ha smesso. Appena arrivato a Pescara mi sono trovato nella stessa situazione: c'erano stati dieci scippi nel giro di poco tempo. Appena abbiamo arrestato il responsabile gli scippi sono finiti». Per Passamonti il problema più che di sostanza, che rientra nella normalità fisiologica delle cose, è di percezione. «Capita che ci siano parecchi colpi in una volta e poi per un periodo non succeda niente, ma capita anche che ci sia lo stesso numero di eventi ma più diluiti nel tempo. E allora non ce ne si accorge». Anche per l'omicidio di
Italo Ceci, che qualche settimana fa ha creato allarme anche perché messo a segno in pieno centro, il questore non si preoccupa. «Stiamo lavorando».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
7 febbraio 2012
Altri contenuti
- Sulle persone citate
-
- Sugli stessi luoghi
-