di Pietro Lambertini
PESCARA. «Che dobbiamo fare, dobbiamo intervenire sul Buzzicone? Che vogliamo fare? Cioè, dobbiamo fare una cosa comune». Al telefono, gli architetti coinvolti nell'inchiesta sui lavori gonfiati all'ospedale di Pescara parlano così di un contatto con l'assessore regionale Pdl
Alfredo Castiglione, vice presidente della giunta, per assicurarsi «incarichi»: «Mo' bisogna assolutamente parlare con Alfredo», dicono, «bisogna assolutamente sedersi con lui a tavolino». Poi, quando l'appalto Asl sta per svanire, i professionisti cercano sempre una sponda con Castiglione: «Ma non per il passato», precisano, «per il futuro».
INTERCETTAZIONI. Le intercettazioni che tirano in mezzo Castiglione sono contenute negli atti dell'inchiesta sull'appalto del polo Materno-infantile lievitato da 2,3 a 7 milioni di euro: «Dovendo rimuovere determinati ostacoli o risolvere alcune problematiche, naturalmente, i personaggi coinvolti», così recita un rapporto della squadra mobile trasmesso alla procura, «non mancavano di ricercare contatti con personalità politiche regionali attraverso le quali poter esercitare pressioni verso la direzione generale della Asl». Secondo gli investigatori, il primo di questi è Castiglione, non indagato in questo procedimento: i cinque coinvolti, con una richiesta di rinvio a giudizio già firmata dal pm
Gennaro Varone, sono l'imprenditore della ditta Cre
Giulio Piancone e il collaboratore
Giacomo Piscitelli, gli architetti
Alfonso Colliva e
DamianaBugiani e l'ex funzionario Asl
Franco D'Intino,
accusati, a vario titolo, di corruzione, truffa e falso.
Di Castiglione - accusato di corruzione nell'operazione Caligola
su appalti europei e tangenti insieme ad altri dieci tra politici,
funzionari e imprenditori - parla l'imprenditore Piscitelli: «Se
lui ha preso i voti vi deve almeno ascoltare, no?», dice. E
«naturalmente», scrive la squadra mobile, «anche il gruppo Colliva,
Bugiani,
Renzo Lauriti (marito di Bugiani, non
indagato ndr) ricorreva all'aiuto dei politici nel momento in cui
si trovavano in difficoltà a causa della decisione della direzione
generale della Asl di risolvere il contratto con la Cre, cosa che
avrebbe fatto venire meno anche il loro incarico di direttori dei
lavori».
INCARICHI ASL. È Lauriti un altro a citare Castiglione:
«In effetti», dice la polizia, «Lauriti era emerso come la persona
attraverso la quale D'Intino poteva mantenere rapporti con
l'assessore regionale Castiglione al quale D'Intino si era rivolto
per ottenere, verosimilmente, un migliore incarico nell'ambito
della Asl di Pescara». Un altro passaggio dell'informativa della
polizia recita: «Successivamente, Lauriti, attraverso Castiglione,
cercava di condizionare a proprio vantaggio (facendo proseguire i
lavori) le decisioni del direttore generale
Claudio
D'Amario ma si trovava di fronte a un ostacolo
inaspettato: un rifiuto».
«INTERVENIAMO». Infatti, «allorquando Bugiani», annota la
polizia, «aveva informato il proprio coniuge che D'Amario aveva
deciso di annullare l'appalto alla Cre, Lauriti aveva manifestato
la necessità di incontrare Castiglione e lo stesso D'Amario in modo
da ottenere un altro incarico in sostituzione di quello che era
venuto meno». Parlando con Colliva, Lauriti guarda già avanti:
«Subito dopo», è la sintesi della conversazione fatta dalla
polizia, «Lauriti si metteva in contatto con Colliva al quale
chiedeva cosa intendeva fare, se fosse stato il caso di
"intervenire presso il Buzzicone" per cercare di capire la
situazione che si era determinata e ottenere incarichi futuri».
Ecco uno stralcio della conversazione.
Lauriti: «Mettiamoci d'accordo, cerchiamo di
capire come sta situazione e come dobbiamo interveni'».
Colliva: «E ormai».
Lauriti: «Ma non per il passato, per il futuro.
Il passato è passato».
D'AMARIO. C'è un'intercettazione, secondo la
polizia, che fa capire «la natura del rapporto che le predette
persone intrattenevano con il dottor D'Amario e con quali modalità
la Asl di Pescara conferiva gli incarichi professionali». Un
«quadro devastante», per la polizia. Ecco un colloquio del 21
dicembre 2009.
Lauriti: «Quindi tu non sei andato a
pranzo?».
Colliva: «No perché poi ci stava tutta la...
scamonaia, capito?».
Lauriti: «Ah, no siccome ci siamo affacciati io e
Damiana per fargli gli auguri, ha detto che domani vi vedete, vi
fate gli auguri. Ha detto di no... ha detto no, non ti preoccupare
che c'è tanto da fare qua... però lui va su quella strada».
Colliva: «Vabbè a noi che...».
Lauriti: «La domanda è, due punti a capo: è il
caso di ricordarlo a Buzzicone (Castiglione)? Ma che glielo diciamo
mercoledì, non serve a niente. Perché mercoledì a sera, glielo
ricordiamo e poi, dopo le vacanze, dopo l'Epifania... vediamo di
organizzare qualcosa?».
«DA ROMA». Dalle carte spunta anche «un intervento da
Roma» per «condizionare le scelte» di D'Amario: ne parla
l'imprenditore Piancone. Nel colloquio si sottolinea che l'ospedale
«è An».
Piancone: «Oh, ma quell'intervento da Roma? Non
ti hanno dato esito?».
Interlocutore: «Stanno andando, perché là è An,
dove siamo noi e stanno intervenendo in altra maniera».
Piancone: «Ah».
Interlocutore: «È An dove stiamo noi».
Piancone: «Perché mo' si rende, come dire, forse
più incalzante l'intervento».
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6 febbraio 2012
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