di Pietro Lambertini
L’assessore regionale del Pdl Alfredo Castiglione
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Claudio D'Amario per un appalto da assegnare agli amici. L'assessore regionale Pdl
Alfredo Castiglione - accusato di corruzione nell'inchiesta Caligola con altri dieci tra politici, funzionari e imprenditori - è citato negli atti di un'altra indagine sui lavori gonfiati all'ospedale. Castiglione, nell'inchiesta già chiusa sul polo Materno-infantile, non è indagato ma compare su un rapporto della squadra mobile di Pescara lungo 414 pagine e nelle intercettazioni. Tra le risate, parlando di Castiglione, un imprenditore dice: «Gli devo far fare la fine di Del Turco». E al telefono l'assessore discute anche di un incarico Enac per un architetto.
Ci sono anche i legami tra imprenditoria e vertici della Regione Abruzzo nelle migliaia di pagine dell'indagine sull'appalto lievitato da 2,3 a 7 milioni di euro: sotto accusa, con cinque richieste di rinvio a giudizio pendenti, ci sono l'imprenditore della ditta Cre
Giulio Piancone e il collaboratore
Giacomo Piscitelli, gli architetti
Alfonso Colliva e
Damiana Bugiani e l'ex funzionario Asl
Franco D'Intino, accusati, a vario titolo, di corruzione, truffa e falso. L'udienza preliminare del 2 febbraio scorso è slittata al 9 aprile prossimo.
«AMICO ALFREDO». Rileggendo le carte dell'inchiesta in mano al pm
Gennaro Varone, in una conversazione del 7 novembre 2009, Piscitelli e
>Luca Smarelli, non indagato, discutono dei politici da
contattare per fare «pressioni» su D'Amario: si parla del
presidente Pdl del consiglio regionale
Nazario
Pagano, della consigliera regionale
Nicoletta
Verì, vicina a Forza del Sud, e di Castiglione, tutti e
tre non indagati e mai coinvolti nell'inchiesta. Ecco uno stralcio
del colloquio.
Piscitelli: «E con il nostro amico...
Alfredo?».
Smarelli: «Pure».
Piscitelli: «Tanto quello lì... sembra più
marpione, a quello gli devo far fare la fine di Del Turco».
Smarelli: «Magari» (ride).
Piscitelli: «Ah, ma sai, a volte sono le formiche
quelle che demoliscono i palazzi non le...».
Chiudendo la conversazione, Piscitelli sottolinea: «Vedi quello
che puoi fare visto che se lui ha preso i voti vi deve almeno
ascoltare, no?».
«PRESSIONI». «Circa le affermazioni di Piscitelli sul
conto dell'assessore regionale Castiglione», recita l'informativa
firmata dall'ex capo della squadra mobile
Nicola
Zupo, «occorre precisare che pure Colliva, Bugiani,
Renzo Lauriti (non indagato e marito di Bugiani,
ndr) e persino D'Intino, attraverso Lauriti, si erano rivolti a
Castiglione per condizionare le decisioni del direttore della Asl
D'Amario». Il 16 novembre 2009, alle 19,48, Piscitelli torna a
parlare di Castiglione: «Comunque», dice, «la strada che avevo
tracciato di andare a parlare con Pastore e con Castiglione io la
perseguo, perché voglio arrivare fino in fondo alla questione
perché adesso che le cose vanno nella nostra direzione voglio
capire con quale criterio e quale faccia fanno marcia indietro,
capisce?». Anche Lauriti tira in mezzo Castiglione: «Allorquando
Bugiani», annota la polizia, «aveva informato il proprio coniuge
che D'Amario aveva deciso di annullare l'appalto alla Cre, Lauriti
aveva manifestato la necessità di incontrare Castiglione e lo
stesso D'Amario in modo da ottenere un altro incarico in
sostituzione di quello che era venuto meno». Un altro passaggio
dell'informativa recita: «Successivamente, Lauriti, attraverso
Castiglione, cercava di condizionare a proprio vantaggio (facendo
proseguire i lavori) le decisioni del direttore generale ma si
trovava di fronte a un ostacolo inaspettato: un rifiuto».
Ecco un'intercettazione del 12 gennaio 2010.
Lauriti: «Io sono uscito adesso da (Castiglione)
il quale stamattina alle 8 ha visto il dj (direttore
generale)...».
Colliva: «Sì».
Lauriti: «Gli ha riportato il messaggio che io
gli avevo lasciato».
Colliva: «Sì».
Lauriti: «Eh, la risposta... anche un po'
risentita di Alfredo che gli ha dato il dj... è stata, dice: "So io
quello che devo fare, non mi pressare. So che sono persone di
fiducia, lascia perdere"».
APPALTO ENAC. Nel rapporto della polizia compare anche un
presunto interesse di Castiglione per un appalto Enac: «Appare
opportuno evidenziare», recita l'informativa, «alcune conversazioni
nel corso delle quali era Castiglione ad attivarsi per far ottenere
a Colliva un incarico all'Enac che però non risultava neppure
iscritto all'albo dei collaudatori». In una telefonata del 5
gennaio 2010, «Castiglione dice a Colliva che
Mario
Battaglia (non indagato, ndr) non può fargli la nomina
perché non è iscritto all'albo collaudatori, Castiglione invita
Colliva a chiamare Battaglia».
Ecco il colloquio tra Battaglia e Colliva.
Battaglia: «Stavo chiamando dall'altra linea...
eh, sta a posto, mi sono sentito con l'assessore, quindi, abbiamo
fatto mente locale».
Colliva: «Ah, ho capito».
Battaglia: «Allora, io una cosa, adesso sto
girando alla segretaria dell'assessore l'avviso pubblico che
comunque sta sul sito del Coasiv».
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5 febbraio 2012