PESCARA. Interdire
Mario Gay dalla sua carica di vice presidente dell'Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo (Oics). È questa la richiesta del pm dell'Aquila
Antonietta Picardi a carico di Gay, uno degli otto arrestati nell'operazione Caligola su presunte tangenti, attraverso consulenze e assunzione clientelari in cambio di appalti europei. La decisione su Gay, 58 anni di Nocera Inferiore, sarà presa domani al termine di un interrogatorio davanti al gip dell'Aquila
Marco Billi. Fissata a domani anche l'udienza al tribunale del Riesame dell'Aquila sul ricorso presentato dal dirigente della Regione Abruzzo
Vanna Andreola, agli arresti domiciliari. Sempre domani, è in programma l'interrogatorio di garanzia per l'ottavo arrestato,
Domenico Peca, 35 anni di Ortona ai domiciliari, considerato dall'accusa il prestanome di una società fittizia per lucrare sugli appalti della sanità. Si discuterà il 13 febbraio l'istanza per
Michele Galdi, 56 anni, marito di Andreola, pure ai domiciliari: il suo legale
Francesco Carli ha presentato appello contro il provvedimento del gip che ha rigettato l'istanza di revoca della misura. L'inchiesta della Mobile coinvolge otto persone, finite prima in carcere e ora ai domiciliari, tra cui i vertici dell'Ecosfera spa di Roma,
Duilio Gruttadauria, 61 anni domiliciato a Carsoli, e la moglie
Anna Teodoro, e l'ex segretario della presidenza della giunta regionale di centrosinistra,
Lamberto Quarta, già
arrestato il 14 luglio 2008 nell'inchiesta Sanitopoli, e altri quattro indagati, tra cui l'assessore Pdl e vice presidente della giunta regionale
Alfredo Castiglione, l'ex sindaco Pd di Pescara
Luciano D'Alfonso, e l'ex capogruppo regionale Pd
Camillo Cesarone. (p.l.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
5 febbraio 2012