di Antonella Formisani
L’assessore regionale al Lavoro Paolo Gatti e una immagine di una protesta davanti alla fabbrica
BASCIANO. Accordo in Provincia sulla Golden Lady. Oltre alla chiusura di due reparti della fabbrica di intimo a Basciano è stata raggiunta un'intesa di massima sull'avvio di un contratto di solidarietà per 420 dipendenti. Ma forse il dato più importante è che ieri l'azienda ha annunciato di rimanere a Basciano, stabilimento definito ‹‹punto strategicio del gruppo››.
Rassicurazione importante, dopo la chiusura della sede di Gissi, arrivata nella riunione presieduta da
Valter Catarra a cui hanno preso parte l'assessore regionale al lavoro, Paolo Gatti, quelli provinciali
Eva Guardiani e
Ezio Vannucci e il sindaco di Basciano,
Paolo Paolini. A confermare la volontà di restare, il responsabile nazionale delle risorse umane della Golden Lady,
Federico Destro, con
Carlo Scorranese della sede di Basciano. Hanno "riaffermato che il sito resta un punto strategico del gruppo" ma che è necessaria "una rivisitazione di alcuni aspetti dell'organizzazione produttiva".
L'accordo firmato ieri prevede la chiusura dei reparti tessitura intimo e cucitura manuale: i 40 operai saranno messi dal 1º marzo in cassa integrazione straordinaria per un anno, rinnovabile per un secondo. Ci sono incentivi per chi vuol accedere alla mobilità. Per gli altri 420 ci sarà un contratto di solidarietà: lavoreranno meno ore, compensate con la cassa integrazione. Per dare il via al nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali si terrà entro il mese un incontro
al ministero.
Catarra fa notare che "dall'inizio della vertenza i numeri degli
esuberi si sono dimezzati. Noi faremo la nostra parte e possiamo
costruire un percorso insieme alla Regione per sostenere un polo
industriale che continua a impegnare oltre 400 persone in uno dei
settori, il tessile, che più ha risentito della crisi del
manifatturiero".
La vertenza da tempo viene seguita da Gatti, che è anche andato
direttamente nella sede di Basciano. "Per fortuna l'azienda e i
sindacati hanno buone relazioni industriali e siamo riusciti a
ridurre numero di lavoratori interessati dagli esuberi,
inizialmente molto superiore", dichiara Gatti, "l'azienda ha
riconfermato il valore strategico del suo stabilimento a Basciano:
rimane un contingente di 420 persone. Dei 40 che vengono messi in
Cigs, una metà al termine del periodo conseguirà la pensione. Per i
20 rimanenti noi abbiamo politiche che possono aiutarli per una
ricollocazione e ne possiamo studiare altre apposta per
loro".
L'assessore si riferisce a politiche attive del lavoro con
percorsi formativi e di riqualificazione professionale per favorire
nuove opportunità occupazionali. Gatti fa anche un'altra
riflessione: "dopo la chiusura dello stabilimento di Faenza è
partito un tam-tam su Facebook volto al boicottaggio dei prodotti
di questo gruppo. Che però dà lavoro, in Italia, a 4mila persone,
che con l'indotto arrivano a 6mila. L'appello, anche a tutela delle
420 famiglie di chi lavora a Basciano, è esattamente il
contrario".
Dichiarazioni caute di Cgil, Cisl e Uil: "Abbiamo chiesto alle
istituzioni presenti di continuare ad avere un'attenzione
particolare per questo sito, che è importante per l'intero
territorio, favorendo attraverso percorsi formativi per i
lavoratori che vorremmo ricollocare, attivando tutti i possibili
strumenti anche di sostegno al reddito".
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4 febbraio 2012