di Laura Venuti
PESCARA. «Siamo stati in pericolo di vita, come fai a quantificare una cosa del genere? Non può avere un prezzo. Ma se ne dovesse avere uno non sarebbero certo i 14 mila euro che ci ha offerto Costa. Quelli coprono i danni materiali, ma ci sono le spese mediche da affrontare e i danni esistenziali». Ha le idee chiare
Teresa d'Aiello, una delle tre naufraghe pescaresi scampate al disastro della Costa Concordia, la nave da crociera affondata davanti all'Isola del Giglio nella notte del 13 gennaio. Teresa, insieme alle due amiche e colleghe con cui era sulla nave,
Barbara e Cinzia Antelmi, ha deciso di non accettare il risarcimento concordato tra la Costa, la compagnia armatrice della nave, e le associazioni dei consumatori. Un indennizzo totale di 14 mila euro, 11 mila come risarcimento e 3 mila per il biglietto. Così Teresa e Barbara, che lavorano nel negozio «Easy chic» di via Milano, si sono affidate a un avvocato pescarese mentre Cinzia, che vive a Roma, ha incaricato un legale della Capitale. Tutte e tre le donne si erano imbarcate sulla nave per partecipare alle selezioni del reality show "Professione lookmaker". «Ci eravamo portate tutte le attrezzature professionali che costano abbastanza», dice oggi Teresa, «e poi gioielli e tanti vestiti da sera perchè il programma prevedeva vari eventi mondani. Avevo con me anche un abito a cui ero molto affezionata: me lo aveva lasciato mia nonna che lo aveva comprato a Parigi negli anni'60. Ma di fronte al rischio della vita non ci
si può attaccare alle cose materiali. Il primo pensiero è stato: meno male che non abbiamo portato i bambini. Io ne ho due, Barbara una, pensa cosa sarebbe stato averli con noi in quelle tre ore e dover fare i conti dopo con i traumi che una cosa del genere può portare a un bimbo». I traumi, sono proprio quelli che ora fanno paura a Barbara e Teresa. Per loro, sì, ma soprattutto per i loro figli. «Io sono sempre stata una persona coraggiosa e serena», spiega Teresa, «ed è così che voglio tornare ad essere, soprattutto per i miei figli. Da quando sono tornata vado in panico se uno dei due si fa male o se mi chiede qualcosa e per ottenerla piange. Ma loro non devono assistere a certe cose. Per questo nei prossimi giorni cominceremo ad andare da uno psicologo, per capire come reagire a quello che ci è successo». Ed è proprio per questo che Teresa e Barbara hanno deciso di non accettare l'offerta di Costa. Perchè oltre al trauma che hanno vissuto e alle perdite materiali ora ci saranno anche delle spese mediche da affrontare. «Quando ho sentito che il risarcimento era di 14 mila euro all'inizio ho pensato che poteva essere congruo per ripagare le cose materiali. Ma poi ho pensato alle spese mediche che dovremo affrontare: una seduta dallo psicologo costa 100-150 euro. Meno male che abbiamo il lavoro che un po' ci distrae. E le nostre clienti che non ci fanno mai mancare il loro affetto».
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3 febbraio 2012
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