PESCARA. «Se saremo in grado di spiegare concretamente che esistono opzioni alternative a quella della ricerca in mare del petrolio probabilmente il problema sarà superato». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente,
Corrado Clini, intervenendo a Bari alla settima edizione di Mediterre, manifestazione dedicata alla green economy alla quale hanno partecipato il governatore
Gianni Chiodi e l'assessore all'Ambiente
Mauro Di Dalmazio. «Se non saremo in grado», ha aggiunto il ministro, «avremo da una parte il realismo dello sviluppo così com'è e dall'altra parte il volontarismo di chi vorrebbe uno sviluppo diverso ma non ha strumenti e idee per sostenerlo. Una partita persa. La posizione del governo», ha spiegato Clini, «è quella della legge che ha delle norme di salvaguardia, in particolare per le aree marine protette, i siti d'interesse comunitario e per le zone ad elevata protezione. Nulla è cambiato». Sulla possibilità che le ricerche siano bloccate (una richiesta ripetuta più volte dalle associazioni ambientaliste) il ministro ha poi detto: «No, va applicata la legge che stabilisce delle regole. C'è chi ritiene che questa legge sia troppo restrittiva e c'è una discussione in corso ma per il momento la legge è questa e non si tocca». «Dobbiamo scegliere», secondo il ministro, «se siamo capaci di investire sulle fonti rinnovabili e sul loro sviluppo così da creare una compet
izione con le fonti fossili. Se non siamo in grado d'investire e di far crescere le rinnovabili come fonti alternative allora ci restano solo quelle fossili. Dobbiamo cominciare a capire qual è la direzione di marcia della nostra crescita economica e io sono convinto che le fonti rinnovabili possano rappresentare non del tutto ma in una buona parte un'alternativa ai combustibili fossili».
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3 febbraio 2012