di Enrico Nardecchia
L'AQUILA. Dopo Confindustria, anche la Cna parla di «fallimento» per il commissario del governo per la ricostruzione Gianni Chiodi. Da Roma il ministro Barca rilancia: accelerare sull'Aquila, dove è possibile sperimentare politiche urbane innovative. Intanto, per evitare nuovi tagli, occorre presentare al governo una nuova forma della struttura commissariale e della struttura tecnica di missione. Il vertice di Roma, il primo tavolo per L'Aquila, ha rilanciato il tema della ricostruzione in ambito nazionale. LA CNA. «A quasi tre anni dal terremoto, il modello commissariale ha fallito la sua missione per la ricostruzione dell'Aquila e dei comuni inseriti nel cratere sismico». Lo affermano, in una nota congiunta, il responsabile di Cna costruzioni Abruzzo Federico Scardecchia e il direttore della Cna dell'Aquila Agostino Del Re. Secondo i due esponenti del mondo della piccola impresa abruzzese, «il giudizio prescinde dalla professionalità dalle figure impegnate, ma investe al contrario la stessa filosofia dell'intervento». «Perché», dicono nel loro atto di accusa, ricordando le perplessità pubblicamente espresse all'atto di nascita della struttura, «è stato messo in piedi un apparato che ha scarsa conoscenza dei problemi del territorio, prevede meccanismi farraginosi, non offre adeguati supporti sotto il profilo tecnico, dialoga a fatica con i principali interlocutori istituzionali e d'impresa presenti nei vari centri, presenta costi elevati». Secondo la Cna Costruzioni Abruzzo e la Cna
dell'Aquila occorrerebbe, a questo punto, cambiare decisamente
passo, cominciando con il ridefinire compiti e ruoli nel processo
di ricostruzione: «E questo», osservano, «può avvenire solo con un
intervento legislativo del consiglio regionale, che è la massima
espressione politico-istituzionale dell'Abruzzo, e dunque in grado
di riavviare un percorso virtuoso di dialogo con il territorio e i
suoi attori. Due anni fa, d'intesa con Api Edil, mettemmo a punto
una proposta, rivolta alla Regione, contenente linee guida per la
ricostruzione post-sisma, ma la volontà di commissariare tutto e
tutti prevalse sul buon senso». «Oltretutto», dicono i
rappresentanti della Cna, «proprio l'esistenza di una struttura
commissariale ha di fatto impedito al consiglio regionale di
svolgere una funzione di indirizzo e controllo sui meccanismi
decisionali, sui tempi, sulle procedure, sulla gestione economica.
Quanto, infine, ai rapporti con il governo e con la nuova delega
assegnata al ministro della coesione territoriale Fabrizio Barca
per il caso L'Aquila, Cna Costruzioni Abruzzo e Cna dell'Aquila
ritengono che si tratti di un importante punto di svolta, la cui
verifica deve, comunque, essere legata alla rapida messa a
disposizione delle risorse necessarie alla ricostruzione, comprese
quelle necessarie a potenziare, negli enti locali coinvolti, le
strutture tecniche e progettuali». I limiti dell'attuale struttura
commissariale, secondo gli estensori del documento, si riflettono
sulla caduta generale dell'occupazione e dell'economia del
territorio aquilano e regionale, «producendo effetti non solo sulla
filiera delle costruzioni, ma anche in diversi altri comparti
dell'economia locale». IL MINISTRO. Anche ieri il ministro Fabrizio
Barca è tornato a parlare dell'Aquila. L'ha fatto alla
presentazione del libro bianco sul governo delle città italiane. «È
stata avviata», ha affermato, «con la riunione di mercoledì, una
prima ricognizione. Il 14 febbraio andremo all'Aquila per una
verifica sullo stato dell'arte in materia di ricostruzione, per
capire le principali criticità e come accelerare il processo. Poi
bisognerà intervenire in tema di sviluppo a partire dal disegno
strategico della città. La straordinarietà di questo caso può
facilitare la sperimentazione di politiche urbane innovative». LA
NUOVA STM. Il dicastero dell'Economia, per evitare di dover
ricorrere a tagli drastici, chiede di razionalizzare tutte le
strutture esistenti (commissariale, comunale e dei piccoli centri).
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3 febbraio 2012