Legge sismica, rinvio a fine 2012

Lo slittamento deciso per consentire agli enti locali di organizzarsi

      L'AQUILA. Slitta al 31 dicembre prossimo l'entrata in vigore della nuova legge Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche, approvata dal Consiglio regionale lo scorso luglio.

    Il rinvio deciso per consentire agli enti locali di superare le difficoltà organizzative legate all immediata applicazione della norma è contenuto in un emendamento approvato all unanimità in Seconda Commissione (Enti Locali-Governo del Territorio), che martedì 7 sarà discusso dal Consiglio regionale.

    La nuova legge sul rischio sismico contiene due novità principali, che vanno a recepire la normativa statale in materia. È previsto il ritorno al regime delle autorizzazioni preventive per gli edifici da realizzare nelle zone classificate al alto rischio sismico (livelli 1 e 2). Tutti i progetti, dunque, saranno soggetti alla valutazione degli uffici del Genio Civile. Per le costruzioni nelle zone a rischio più basso (livelli 3 e 4) resta invece in vigore l'attuale normativa, che prevede il controllo a campione sui manufatti realizzati.

    La legge introduce inoltre la micro zonizzazione sismica di tutti i Comuni abruzzesi, che riceveranno contributi statali e regionali per sostenere interamente i costi dell elaborazione degli studi, affidati a geologi iscritti in un apposito elenco già predisposto. L'assessore alla Protezione civile Gianfranco Giuliante, difende comunque l'ipianto della legge, anche se «la nuova ipotesi di riforma, che Monti ha introdotto dopo la
    promulgazione della L. R. 28 e che prevede per le Province uno svuotamento dei compiti ci imporrà di ripensare la competenza in materia, e quindi ridisegnare la Legge, individuando un percorso altro, che consenta nel più breve tempo possibile il recepimento puntuale della normativa nazionale da troppi anni disattesa».

    Anche sulle tariffe Giuliante ha chiarito che «è una percentuale di costi, faticosamente trovata, tra il minore degli "appesantimenti possibili" in termini economici e la necessaria sicurezza sismica abbia prodotto un risultato "accettabile"». D'altra canto dice l'assessore, «la prevenzione costa, ma la mancata prevenzione costa molto di più. La regione Abruzzo è una delle regioni italiane con la più elevata pericolosità sismica e il terremoto dell'Aquila ha in modo "plastico" portato alla ribalta il problema della prevenzione del rischio sismico soprattutto per ciò che riguarda le costruzioni. Si è quindi voluto, "pervicacemente voluto", procedere con la legge al recepimento di una Legge nazionale che da circa 10 anni veniva ignorata, con le conseguenze, che soprattutto l'Aquila, sta ancora vivendo sulla propria pelle». (cr.re.)

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    2 febbraio 2012
     

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