Centrale Fater, commissione verso il sì

La Asl: «Pessima l'aria in città». L'esperto del Negri Sud non è stato sentito

    di Melissa Di Sano  PESCARA. «L'aria di Pescara fa schifo, non sarà la centrale a biomasse Fater a peggiorarla». L'affermazione è del funzionario Asl Adelina Stella, intervenuta ieri in commissione Ambiente per discutere della centrale a biomasse della Fater. Sulla stessa linea l'Arta.  Quanto è stato detto ieri mattina durante la commissione Ambiente del Comune, ha creato un certo sconcerto tra i presenti. La sintesi è più o meno questa: siccome la qualità dell'aria è scarsa, e quindi già dannosa per la salute dei cittadini, sarebbe stato inutile bloccare l'apertura dell'impianto a biomasse Fater, e inutile chiedere una diminuzione delle emissioni. Tanto inutile che non è stato fatto, nonostante il dettato del Piano di qualità dell'aria 2007 della Regione.  Gli interventi di Asl e Arta, l'agenzia regionale per la tutela del territorio, sono andati in questa direzione, tanto che l'Arta ha portato ad esempio via Sacco. «L'aria lì è ampiamente fuori dai limiti di legge, la centrale Fater impatterà solo per pochissimo», ha detto Anna Giansante, tecnico Arta presente con Sebastiano Bianco.  Unico interlocutore, il Wwf, silenti i consiglieri. La Giansante ha dato lettura dei dati, forniti dalla stessa Fater, sulla ricaduta delle polveri a Pescara e Spoltore. «La ditta ha limiti più bassi a quelli definiti dalla legge», ha detto snocciolando i dati della seconda autorizzazione concessa dalla Regione, che riguarda una modifica m
    igliorativa chiesta dalla stessa industria. Solo grazie al rappresentante del Wwf, Augusto De Sanctis, è stato possibile fare chiarezza: «In realtà, quando la Fater è stata autorizzata, nel 2009, era previsto un aumento sia di polveri che di carbonio organico totale. E nessuno ha chiesto loro una diminuzione delle emissioni».  Eppure, è lo stesso Piano di qualità dell'aria della Regione che dal 2007 dà regole precise: «Conseguire entro il 2010 nelle zone di risanamento, il rispetto degli obiettivi di qualità dell'aria stabiliti dalle normative europee, con riferimento a ossidi di zolfo e di azoto, monossido di carbonio, micropolveri, benzene». Il Piano vieta «l'incremento delle emissioni dei singoli inquinanti derivanti dalle aree industriali e artigianali», regola che riguarda ogni tipo di impianto, come ribadisce il Wwf. «Le centrali a biomassa non possono derogare a questo divieto».  In questo clima di confusione, la commissione Ambiente, presieduta da Nico Lerri, si avvia alle battute finali. Per tre volte si è riunita per affrontare il problema delle emissioni della nuova centrale, in costruzione su via Raiale. Ancora una, martedì prossimo, «e poi basta», ha detto Lerri. Per ora, nessun risultato per la città, se non quello ottenuto dal Wwf che, unico, ha chiesto alla Fater di ridurre almeno le emissioni previste di carbonio organico totale (30 tonnellate l'anno), e l'azienda ha risposto che si adopererà per farlo. «Nessuno ce lo aveva chiesto prima», ha detto uno dei dirigenti, Marcello Somma. Nessuno tra Comune, Regione, Asl o Arta ha ritenuto doveroso farlo, nonostante Pescara abbia una qualità dell'aria definita «schifosa» dal funzionario Asl, Adelina Stella. Critiche nei confronti degli enti sono piovute anche dalla stessa Fater. «Oggi, per questo lassismo, la Fater non può crescere», ha detto un dirigente, Corrado Palestini, presente insieme all'ingegner Giorgio Vaccaro.  È venuto da Lanciano ma non ha potuto parlare invece, Tommaso Pagliani, esperto del centro Negri Sud. Per lui, tempo scaduto dopo nemmeno un'ora di riunione. Il motivo? Fare posto a un'altra commissione. In tutto il Comune non c'è una stanza per discutere della salute di migliaia di cittadini.

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    2 febbraio 2012
     

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