Cartelle pazze, rischia la Soget

Il sindaco: se sono state inviate in ritardo pagherà le somme perse

    di Claudia Ficcaglia  COLLECORVINO. «Il consigliere Luigi Terrenzi sta strumentalizzando l'accertamento Ici e Tarsu per finalità esclusivamente politiche, generando nei cittadini false aspettative». E' così che il sindaco di Collecorvino Antonio Zaffiri rispedisce al mittente le accuse rivoltegli nei giorni scorsi dall'opposizione in merito al caso delle cosiddette cartelle pazze sugli accertamenti dell'Ici e dela tassa sui rifiuti del 2006.  Le cartelle stanno creando in alcuni casi molti dubbi tra i residenti, per l'inesattezza dei dati contenuti e perché sarebbe scattata la prescrizione per le cartelle inviate dopo il 31 dicembre 2011. Secondo la minoranza, guidata da Terrenzi, l'amministrazione comunale invece avrebbe dovuto vigilare sulla procedura e sulla tempistica adottate dalla Soget, la società incaricata dal Comune per la riscossione, evitando disguidi e il rischio di mancate entrate per l'ente.  «Raccomandiamo ai cittadini», dice Zaffiri, «prima di decidere di astenersi dal pagamento, di recarsi entro sessanta giorni dal ricevimento dell'avviso negli uffici comunali e allo sportello Soget aperto in municipio, per chiarire la propria posizione, innanzitutto verificando se si è tenuti o meno al pagamento e in che misura, e aggiornando i dati che riguardano le proprietà, in modo che nei prossimi anni, per i quali stiamo prevedendo altri accertamenti, non si verifichino più incongruenze».  «Come ente», continua il primo cittadino, «siamo tenuti ad adottare
    la procedura degli accertamenti per cancellare i cosiddetti residui attivi dal bilancio municipale, di cui ci chiede riscontro la Corte dei Conti. Se non vengono attuate queste verifiche, l'organismo contabile regionale potrebbe imputare all'amministrazione un danno erariale, poiché si determinerebbero, come suggerisce lo stesso consigliere Terrenzi, mancate entrate». In quanto all'operato della Soget, il sindaco fa sapere di avere già chiesto alla società di riscossione «di produrre la documentazione in grado di dimostrare che la spedizione è stata effettuata nei limiti previsti come ci ha garantito in questi giorni; in caso contrario sarà la stessa Soget a rimborsare le somme perse».  Altra faccenda sono le implicazioni politiche. «Bisognerebbe guardare la vicenda da un'altra prospettiva», osserva Zaffiri: «Gli accertamenti decisi dopo essere scampati al dissesto, forse impopolari, ma necessari per la cancellazione di quei residui attivi che ci portiamo dietro dal 2006, dovevano essere fatti dai precedenti assessori al ramo, Andrea Faieta e Fernando Piergallini, suoi compagni di percorso (cioè di Terrenzi ndc), per evitare che oggi i cittadini pagassero interessi alti. Inoltre, se negli anni scorsi fosse stato fatto un monitoraggio costante delle entrate delle imposte municipali, il bilancio sarebbe stato costruito su voci reali e si sarebbero evitate situazioni critiche».

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    2 febbraio 2012
     

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