La Regione sul caso Fater: nessuno vuole le centrali

Crescono le perplessità per le emissioni dell'impianto a biomasse dell'azienda pescarese

    di Melissa Di Sano  PESCARA. «In Abruzzo, su otto impianti a combustione a biomassa solo uno è stato costruito; dei restanti, cinque hanno suscitato nella popolazione locale malcontento e allarmismo, con la nascita di comitati contrari, ricorsi e diffide». Scrive così, solo un mese fa, Iris Flacco, la dirigente regionale del servizio di Politica energetica e qualità dell'aria che ha firmato l'autorizzazione alla costruzione della centrale a biomasse della Fater. Il documento riguarda il ricorso al Tar proposto dal Wwf Italia contro la realizzazione di un impianto a biomasse di potenza pari a 4 megawattore, nella zona industriale di Punta Aderci, a Vasto. Quello della Fater è di 8,9 megawattore.  Secondo la dirigente, «lo sviluppo e la produzione di energia elettrica ovviamente non deve pregiudicare la salute umana né l'ambiente, ed è per questo che si autorizza nel pieno rispetto della normativa vigente nazionale». Un'osservazione che ne fa spontaneamente nascere un'altra. Qualcuno dovrà infatti spiegare come mai nel caso della centrale a biomasse in costruzione su via Raiale, non si sia tenuto conto del decreto 152/2006, testo unico sull'Ambiente, che obbliga gli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni per le emissioni in atmosfera, a valutare lo stato della qualità dell'aria nel territorio circostante l'insediamento. E l'aria di Pescara, Spoltore e San Giovanni Teatino è giudicata malata sia dal Wwf che da Legambiente.  Nel caso della centrale Fater, tutto questo non è
    stato preso in considerazione visto che al momento dell'autorizzazione concessa dalla Regione, nel 2009, l'azienda non aveva presentato nessun progetto di riduzione delle emissioni dallo stabilimento, che sempre secondo l'industria, dovrebbero compensare i 7.520 chili annui di polveri emesse nell'aria dal nuovo impianto, oltre ai 56mila chili di monossido di carbonio e alle 30 tonnellate di carbonio organico totale, al cui interno ci sono molte sostanze cangerogene. E anche ora, né il Comune, guidato da Luigi Albore Mascia, né la Regione, hanno chiesto alla Fater di diminuire i livelli di emissioni dai propri camini. L'azienda è libera di ridurre i fumi dallo stabilimento, come pure di non farlo, e nello stesso tempo di costruire la centrale.  Intanto oggi, si riunisce di nuovo la commissione Ambiente del Comune, presieduta da Nico Lerri. La scorsa settimana era stata richiesta la presenza di Asl e Arta, entrambe chiamate a suo tempo a valutare il progetto e le ricadute sulla salute dei cittadini. L'Arta in quell'occasione non si era presentata per «disguidi interni».

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    1 febbraio 2012
     

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