Pianella, il Tar sfratta la scuola

Non adatto alla didattica l'edificio dell'elementare privata Orizzonti

    di Gabriella Di Lorito  PIANELLA. Il Tar sfratta la scuola elementare privata Orizzonti, in via Quercia dell'Ompiso a Pianella. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso dell'associazione onlus Blu Dreams, titolare della scuola.  L'associazione aveva impugnato l'ordinanza del Comune di cessazione dell'attività didattica per l'inagibilità dei locali dove sono ospitati i 31 alunni che frequentano la scuola. La sentenza depositata il 25 gennaio - emessa dal collegio giudicante composto dai magistrati Umberto Zuballi, presidente, Michele Eliantonio e Dino Nazzaro - respinge il ricorso contro l'amministrazione di Pianella e nei confronti dell'ufficio scolastico regionale d'Abruzzo e condanna l'associazione Blu Dreams al pagamento delle spese legali, da dividere in parti uguali con l'impresa Edilpianella snc, intervenuta "ad adiuvandum" nel ricorso dell'associazione.  La direzione dell'istituto, che in prima battuta aveva ottenuto la sospensiva delle disposizioni del Comune, si trova adesso dinanzi al responso dei giudici che hanno ritenuto fondate le contestazioni mosse all'associazione dall'ufficio edilizia privata del Comune e con l'ordinanza del 23 maggio 2011 emessa per l'inabilità/inagibilità dei locali al piano terra dell'edificio e per la mancata destinazione dello stabile ad uso scolastico.  La documentazione presentata dalla Blu Dreams non è stata ritenuta idonea per autorizzare la trasformazione del fabbricato, che risulta commerciale, per lo svolgimento di attività didattica.  &laqu
    o;Per il caso specifico», recita la sentenza del Tar, «è necessaria una nuova abitabilità, stante il radicale mutamento d'uso per scopi didattici, con i connessi accertamenti (igienico-sanitari, sicurezza, risparmio energetico e acustica) e consequenziale cambiamento di categoria catastale».  Dal canto suo, pur prendendo atto della sentenza del Tar, l'associazione Blu Dreams non demorde e, a nome anche dei genitori degli alunni, «chiede all'amministrazione comunale, nel rispetto della legge, la permanenza nella struttura. E' premura di tutti garantire la prosecuzione dell'attività didattica, la stabilità lavorativa dei docenti, la tranquillità delle famiglie e il diritto alla scelta dell'istruzione. Siamo coscienti che la struttura rispecchia i requisiti necessari alla tutela e alla sicurezza degli alunni», e in proprosito si cita il risultato di un'ispezione della Asl, «ed è nostro intento più che mai rendere formale ciò che già è nella sostanza».  Se invece il Comune dovesse optare per l'esecuzione dell'ordinanza di chiusura, la direzione della scuola chiede «15 giorni di tempo per il trasferimento in altra sede».  Il sindaco Giorgio D'Ambrosio, firmatario del dispositivo di cessazione dell'attività didattica, non ha ancora deciso la data di chiusura del plesso scolastico. «Vedremo nei prossimi giorni», dice. «Di certo quei locali non sono agibili e non possiamo non tenerne conto. Non siamo contro l'associazione Blu Dreams, né contro la scuola, ma è nostro dovere tutelare gli alunni e i lavoratori».

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    31 gennaio 2012
     

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